martedì 22 novembre 2016

Tinta per capelli non dannosa: esiste?


La risposta è sì.
E' la tinta della ditta Villa Lodola.
Qualche giorno fa parlando con il proprietario di un negozio biologico romano gli consigliavo di vendere la tinta Villa Lodola perchè l'ho provata e funziona (copre anche bene i capelli bianchi, basta tenerla in posa un'ora) e lui mi ha risposto che non esistono tinte per capelli non dannose.
Allora sono andata a controllare nuovamente tutti gli ingredienti sul biodizionario (l'avevo fatto tempo fa ma non avevo alcuna prova) ed ecco qui la lista con i relativi semafori.
Ho evitato di controllare gli olii perchè chiaramente sarebbero semaforo verde, per il resto ho verificato che tutti gli ingredienti sono innocui per l'essere umano o al massimo sospetti o mediamente dannosi (semaforo giallo). I semafori gialli si trovano a fine lista, quindi la tinta ne contiene relativamente pochi. In passato ho controllato la Sanotint e la Biokap, entrambe vendute da erboristerie e negozio biologici, e purtroppo quelle hanno vari semaforo rossi, quindi sono passata alla Villa Lodola, venduta sempre nei negozi biologici. E mi sono trovata molto bene.

Quando dobbiamo scegliere cosa spalmarci addosso o fare entrare a contatto con il cuoio capelluto perchè scegliere un prodotto nocivo se c'è la scelta di uno innocuo? E il costo è lo stesso.
Viva Villa Lodola! (no, non mi pagano :-)



lunedì 10 ottobre 2016

Il "Mayogate" e il tentativo dell'Industria Americana delle Uova di rifare il look al concetto di "colesterolo"





Un ragazzo Californiano, Josh Tetrick (nell'intervista sopra), nel 2011 ha inventato una Maionese senza uova, ne è nata una società, la Hampton Creek che è rapidamente diventata molto popolare ("una delle società alimentari a più rapida crescita nel Mondo" dice Tetrick, che ogi è l'AD della Società) ed oggi distribuisce la sua maionese vegetale - Just Mayo-  nei più grandi supermercati degli Stati Uniti.
Nessuno stupore quindi che l'Industra delle Uova Americana si sia sentita minacciata da questa società, non solo per eventuali perdite di quote di mercato delle maionesi convenzionali - cioè a base di uova- ma anche per il messaggio che questa società stava facendo passare nel pubblico (si può mangiare un prodotto gustoso senza le uova, le uova fanno male, ecc).
Quello che è successo è che nel 2015 Tetrick denunciò il tentativo del Consigio Americano delle Uova di boicottare la sua società a cui è seguita un'investigazione di un anno da parte dell'USDA. La Hampton Creek, tra le altre cose, ha dovuto sostenere una causa legale intentatale dalla multinazionale Unilever (e poi dalla FDA) per il nome "Just Mayo".
Anticipiamo che la Hampton Creek ha vinto riuscendo a tenere il suo nome e portando, grazie all'investigazione seguita alle denuce di Tetrick, alla dimissione dei vertici del Consiglio delle Uova.

Questo è stato solo uno sviluppo di un tentativo che dura da vent'anni e che vede l'American Egg Board (AEB), cioè il Consiglio delle Uova, lottare strenuamente per sostenere il consumo di uova contro le ormai acquisite conoscenze da parte di medici e di pubblico della pericolosità del colesterolo alimentare per la salute (in particolare relativamente alla malattia cardiovascolare, che è il Killer numero uno in America - ed in Italia), colesterolo altamente presente nelle uova (160 mg in un solo uovo).

Questa la storia in dettaglio e i suoi recenti sviluppi:


Il PCRM (Comitato dei Medici per una Medicina Responsabile) una no profit composta da 12.000 medici americani, con base a Washington, fondata nel 1985 al fine di promuovere la medicina preventiva, condurre ricerche cliniche e sostenere standard più elevati per l’etica e l’efficienza nella ricerca, scoprì che nel Febbraio 2015 il Comitato per le linee Guida Alimentari Americane emanò una raccomandazione di eliminare i limiti per il colesterolo in seguito a pressioni dell’Industria delle Uova.

A Marzo del 2015 il Presidente del PCRM, Neal Barnard, parlò all’Istituto Nazionale della Salute e disse che nonostante tanto lavoro ben fatto, il Comitato aveva fatto un errore scientifico sul colesterolo e che trasportare questo errore nelle linee guida dietetiche americane non sarebbe stato  scientificamente sostenibile.

A Novembre 2015 il PCRM avvisò il Segretario del Dipartimento della Salute Americana che se le linee guida dietetiche americane avessero perso il limite del colesterolo il Comitato avrebbe intentato una causa [contro l'USDA N.d.T.]. Le linee guida sarebbero dovute uscire a Dicembre 2015, ma furono posticipate fino al 7 Gennaio 2016 e quando uscirono avevano conservato intatti i limiti sul colesterolo.
Nonostante questo,  il 6 gennaio 2016 il PCRM ha fatto causa all’USDA, il Dipartimento dell’Agricoltura Americano e al Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani, sostenendo che non fosse giusto che pressioni dell'Industria alimentare - cioè delle Uova- riuscissero ad arrivare a far sì che il Comitato emanasse la raccomandazione di eliminare i limiti riguardanti il colesterolo alimentare e che ciò infatti violasse il Federal Advisory Committee Act, che impone che il comitato che deve suggerire le linee guida dietetiche non dovrebbe essere influenzato da interessi particolari.
Il PCRM scoprì che un individuo era stato inserito all’Interno del Comitato direttamente dall’Industria delle Uova, un altro stava ricevendo dalla stessa Industria del finanziamenti per effettuare delle ricerche e altri due lavoravano presso un’Università  che aveva richiesto e ricevuto oltre $100,000 dall’Industria delle Uova per realizzare studi che mettessero in discussione i limiti sul colesterolo.

Il Comitato poi saltò la sua solita procedura che prevedeva una "review" degli studi scientifici ed eliminò i limiti sul colesterolo senza rivedere in maniera appropriata la relativa ricerca.

Rompendo con l’FDA e l’Istituto di Medicina, entrambi i quali continuano a sostenere che il colesterolo nelle uova e in altri cibi aumenta il colesterolo nel sangue, nel Febbraio del 2015, il Comitato riportò  che il Colesterolo non era più un elemento nutritivo di cui preoccuparsi e che l’evidenza scientifica non mostrava nessuna relazione apprezzabile tra il colesterolo ingerito e quello nel sangue.

Violando le leggi federali, l’Industria delle Uova ha fatto uno sforzo considerevole costato svariati milioni di dollari, per cambiare le politiche federali e fare apparire così che il colesterolo alimentare fosse sicuro.

Approssimativamente il 90% degli studi sul colesterolo alimentare sono attualmente finanziati dall’Industria delle uova. Nel 2013 in una meta analisi sul colesterolo alimentare scritta da uno dei membri del Comitato, il 92% degli studi analizzati erano studi pagati dall’industria Alimentare, principalmente delle Uova.
Quasi tutti gli studi citati concludevano che il colesterolo alimentare aveva un effetto sfavorevole sul colesterolo nel sangue, nonostante questo, la meta-analisi concludeva in maniera inappropriata che “l’effetto del colesterolo alimentare sul plasma era modesto e appariva limitato a sottogruppi di popolazione”

Nel 2015 ricercatori della stessa università pubblicarono un nuovo report, pagato dal centro di nutrizione delle uova, la parte che si occupa della ricerca dell'industria delle uova. Quasi ciascuno studio incluso nella meta analisi fu finanziato dall'industria delle uova o da altre fonti collegate all'industria.

In particolare, 13 delle 15 ricerche sull'analisi degli effetti del colesterolo alimentare sul colesterolo LDL furono finanziate dall'Industria (alimentare N.d.T.).

Per decenni, le linee guida alimentari hanno raccomandato che gli americani limitassero il colesterolo alimentare a non più di 300 mg al giorno, con un ulteriore riduzione a non più di 200 mg al giorno per le persone con o ad alto rischio di malattia cardiovascolare.

Gli studi mostrano chiaramente che le uova ed altri cibi ad alto contenuto di colesterolo aumentano i livelli di colesterolo nel sangue.
Anche un leggero aumento del colesterolo del sangue applicato all'intera popolazione, può incrementare, nella popolazione, la mortalità per malattia cardiovascolare.
Secondo la querela: "un'evidenza scientifica abbondante mostra che il colesterolo è un contribuente significativo alla malattia cardiovascolare, il killer numero uno degli Americani."

Le raccomandazioni del Comitato fanno parte di un tentativo che dura da vent'anni di rinnovare l'immagine del colesterolo in base a ricerche finanziate dal programma di promozione delle uova del  Dipartimento dell'Agricoltura Americano e disegnato specificatamente al fine di accrescere il consumo delle uova senza considerare i rischi per la salute che possono derivare da un'ingestione illimitata di colesterolo".

Due recenti studi hanno sottolineato i pericoli delle uova e del colesterolo.

Uno nel giornale Atherosclerosis trovò che i partecipanti allo studio che mangiavano più uova paragonati con quelli che ne mangiavano di meno avevano 80% in più di probabilità di avere più calcio nelle arterie, una misura del rischio di malattia cardiovascolare.

Uno studio nel Canadian Journal of Cardiology ha trovato che quelli che consumano più uova hanno il 19% di rischio in più di avere problemi cardiovascolari.

"Avvisi costanti sul colesterolo nelle linee guida alimentati aiuterebbero a proteggere i consumatori a livello nazionale dalla malattia cardiovascolare" afferma il Dottor Ulka Agarwal, un medico della California che è tra coloro che hanno intentato la causa.
"La decisione potrebbe essere una di quelle salvavita come la proposta 65 della California che richiede alle aziende di evidenziare con degli avvisi al pubblico i prodotti potenzialmente cancerogeni"

Il Dr. Agarwal è uno dei quattro soggetti querelanti, in aggiunta al PCRM, nella causa promossa presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Settentrionale della California.
Gli altri sono il medico californiano John McDougall e il medico Donald D. Forrester.

Il Presidente del PCRM Neal Barnard, ha detto: “La malattia cardiovascolare rimarrà il killer numero uno se il Segretario Tom Vilsack dell’USDA e Sylvia Burwell dell’HHS rimuoveranno gli avvisi sul colesterolo dalle linee Guida Dietetiche del 2015 in seguito alle pressioni dell’Industria Alimentare.”

7 Ottobre 2016


Il “Consiglio Americano delle Uova”, AEB, [che è finanziato dall’Industria delle Uova ma è gestito dal Dipartimento Americano dell’Agricoltura] portò avanti comportamenti scorretti all’interno di quello che alcuni definiscono “Mayogate”, conclude la USDA in un rapporto pubblicato online lo scorso Giovedì. Il Servizio di Marketing del Dipartimento dell’Agricoltura iniziò una review del Consiglio delle Uova l’anno scorso, dopo che alcune email interne divennero pubbliche mostrando una campagna coordinata contro la società “Hampton Creek” basata a San Francisco e la sua maionese senza uova. Josh Tetrick, il CEO dell’Azienda, in seguito, inviò una segnalazione all’USDA presentando nove accuse di comportamento scorretto contro l’AEB.
Anche se il Servizio di Marketing (AMS) del Dipartimento dell’Agricoltura non trovò evidenza per sostenere tutte e nove le accuse, il suo rapporto pubblicato lo scorso 3 Ottobre evidenziò che vi furono email inappropriate tra lo staff dell’AEB e un membro del Consiglio, email inappropriate tra il CEO dell’AEB e una concentrazione inappropriata contro uno specifico prodotto e azienda. Più informazioni qui.
L’AMS riporta che il Presidente e l’Amministratore Delegato dell’AEB cancellarono email relative a Hampton Creek e dissero ad altri di fare lo stesso dopo averle lette. Alcune delle email dell’Amministratore Delegato furono recuperate con metodi legali, disse il Dipartimento. Il memo riporta che ogni comportamento inappropriato terminò nel momento in cui cominciò l’investigazione. Da allora sia il Presidente che l’Amministratore Delegato dell’AEB si sono dimessi.
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Se vi interessa sapere qualcosa di più sui pericoli di mangiare uova cliccate qui o anche qui (e passate il mouse sulle uova)

Se volete scaricare la "Egg Facts Sheet" del PCRM tradotta in Italiano cliccate qui


giovedì 22 settembre 2016

Dai fossili umani - meno eleganti - alla dieta naturale degli uomini



Traduco, dal sito Nutritionfacts.org


Negli Stati Uniti si tende ad assumere meno di 20 grammi di fibra al giorno, solo circa la metà della dose raccomandata minima [50 g/giorno, N.d.T]. Ma in popolazioni dove molte delle nostre malattie più letali sono praticamente sconosciute, come la Cina rurale e l’Africa rurale, le persone mangiano enormi quantità di fibre provenienti dalle piante, fino a 100 grammi di fibra al giorno o più, il che è quanto si stima i nostri antenati paleolitici mangiassero in base alle analisi dietetiche delle popolazioni primitive moderne di cacciatori-raccoglitori e grazie all’analisi di coproliti, cioè feci primitive fozzilizzate. In altre parole paleo-pupù.

Questi antichi “artefatti umani” altamente intimi sono stati spesso ignorati durante molti dei precedenti scavi archeologici, ma un attento studio dei materiali faticosamente recuperati dalle feci umane del paleolitico ci dice molto riguardo alle antiche pratiche dietetiche umane, dal momento che queste sono incredibilmente ricche di fibre e di resti non digeriti di piante. Tali studi suggeriscono fortemente che per oltre il 99% della nostra esistenza come specie distinta, il nostro tratto gastrointestinale è stato esposto alla pressione selettiva esercitata da una dieta ricca di fibre provenienti dal cibo vegetale (piante). Così, per milioni di anni prima degli strumenti di pietra e prima del periodo della caccia, i nostri antenati mangiavano piante. Ma che tipo di piante?

Un modo in cui si può determinare se gli animali sono naturalmente foglivori (mangiano foglie) o frugivori (mangiano frutta) è mappare l’area della mucosa assorbente nel loro intestino e la loro dimensione corporea funzionale. I foglivori sono quelli che la natura ha previsto mangino principalmente foglie, mentre i frugivori sono disegnati meglio per mangiare la frutta. I faunivori, un altro nome per i carnivori, mangiano la fauna.

Se si dividono gli animali in questo modo, essi cadono su linee distinte. Allora, dove cadono gli umani? Questa (linea gialla) è la nostra dimensione corporea funzionale e questa (linea azzurra) la massa assorbente. Così, mentre mangiare i nostri vegetali a foglia verde è importante, sembra che la dieta naturale della specie umana sia principalmente quella di un mangiatore di frutta.



Perché è così importante quanta fibra fossimo soliti mangiare? Una spiegazione per l’aumento dell’obesità nelle popolazioni occidentali consiste nel fatto che i meccanismi corporei per controllare l’appetito si sono evoluti di pari passo con quante piante mangiavamo. I nostri antenati mangiavano così tante piante che noi assumevamo circa 100 grammi di fibra al giorno; così per milioni di anni, cibo voleva dire fibra. Quindi nessuna sorpresa se uno dei meccanismi fisiologici che il nostro corpo ha utilizzato per sopprimere l’appetito coinvolgeva le fibre. 
Per esempio, la fibra viene metabolizzata dalla nostra flora intestinale in acidi grassi a catena corta, che si uniscono per attivare dei recettori sulla superficie delle nostre cellule che alterano il nostro metabolismo, ad esempio, attivando i recettori sulle cellule di grasso al fine di aumentare l’espressione dell’ormone riduttore del peso, la leptina. 

Altri ormoni vengono altresì coinvolti. Fino a poco tempo fa, cibo significava fibre. Un aumento del cibo significava un aumento nell’assorbimento di fibre, che rendeva la nostra flora intestinale così felice che i batteri nel nostro intestino creavano molti acidi grassi a catena corta che attivavano i recettori sulla superficie delle cellule i quali rilasciavano gli ormoni che ci facevano perdere l'appetito e che quindi ci facevano diminuire la fame.
Così mangiavamo di meno. Ma se mangiavamo di meno, meno fibre scendevano nel nostro intestino, così meno ormoni venivano rilasciati, facendo aumentare l’appetito, diventavamo affamati e volevamo mangiare.
Ma cosa succede se il cibo non è più uguale alle fibre, come nella dieta standard Americana? Allora noi continuiamo a ricevere quei segnali di mangiare, mangiare, mangiare. Abbiamo sempre fame. Se non mangiamo i nostri 100 grammi di fibra al giorno il nostro corpo potrebbe dire “beh, allora? Ci stiamo affamando?”

Scoprire questo meccanismo potrebbe rendere felici le industrie del cibo e dei farmaci. Potrebbero pensare di creare una nuova medicina nella lotta contro la crescente epidemia di obesità.

O semplicemente potremmo mangiare come ha previsto la Natura.


venerdì 16 settembre 2016

Carne e tumori


Dal sito Nutritionfacts:

I nostri figli hanno un rischio sette volte maggiore di sviluppare un tumore al cervello mangiando un hot dog a settimana rispetto a quello che hanno usando un cellulare (vedi studio). Infatti se i nostri bambini insistono nel volere mangiare gli hot dog, possono moltiplicare il rischio di leucemia del 950%

Ciò che mangiamo è la causa numero uno dei tumori. Il tumore pertanto si può prevenire, ma ciò richiede dei cambiamenti di vita radicali. Solo il 5-10% dei tumori è dovuto ai geni, alla storia familiare. Il restante 90-95% del rischio di tumore è dovuto a quello cui esponiamo il nostro corpo.

Di questo 90-95% il tabacco contribuisce per un quarto del rischio, negli Stati Uniti. Vi sono alcune cause infettive - particolarmente per le persone con AIDS - ma la dieta, se includiamo l'obesità e l'alcol, è responsabile del 50% dei nostro rischio di tumore. E i cellulari, l'inquinamento, i raggi X, qualunque altra cosa, tutto il resto, cioè, costituisce un rischio per il 10-15%.

Qualcosa in particolare riguardo alla dieta?
Da uno studio enorme in Canada nel 2008, il consumo totale di carne è stato trovato correlato direttamente al rischio non solo di tumore allo stomaco ma di tumore al colon, al retto, al pancreas, al polmone, al seno, alla prostata, ai testicoli, ai reni, alla vescica e alla leucemia.