venerdì 16 ottobre 2009

Svezzamento ad un anno: tiriamo le somme

Da pochi giorni Giacomo ha compiuto 13 mesi. Il suo appetito è ottimo e anche il suo comportamento a tavola; ovvero mangia tutto e da solo, con le mani.
Come ho scritto negli altri post sullo svezzamento con Giacomo ho iniziato con lo svezzamento tradizionale verso i 6 mesi, poi ho voluto provare il baby led weaning (o svezzamento naturale) dandogli pezzi di cibo da prendere da solo, ma il cibo finiva quasi tutto per terra, allora dopo qualche settimana (spinta anche da marito e nonni, che temevano per lui perchè sembrava ingerire poco cibo solido) ho ripreso con le pappe, lasciandogli però mangiare da solo dei pezzi di pane, ogni giorno. Ad un certo punto, attorno al 9° mese, mio figlio ha deciso per noi tutti: niente più pappe! Probabilmente l'inappetenza proveniva dal fastidio per l'uscita dei primi denti, però il risultato è stato che ho ripreso a dargli il cibo da mangiare da solo e da lì non siamo più tornati indietro.
All'inizio (e anche verso il 9°-10° mese) faceva cadere a terra molto cibo (per cui usavo un telo di plastica pulito da cui potevo raccogliere i pezzi caduti e riproporglieli) poi ne è caduto sempre meno. Contemporaneamente, ho proposto a Giacomo tante varietà di cibi diversi, senza mai forzarlo a mangiarle per forza. Ha assaggiato e mangiato di tutto, dalla pasta al pesto ai legumi (cotti, frullati e messi come condimento ai maccheroni oppure inseriti nei brodi), verdure, patate, carne, pesce, tutti i tipi di frutta, ecc. Ho evitato solo le fragole, il miele (può contenere una tossina pericolosa fino all'anno) ed anche i latticini su consiglio del neonatologo della clinica dove ho partorito (Santa Famiglia, Roma) perchè possono provocare allergie se dati prima dell'anno nel caso i genitori siano soggetti allergici (e adesso per altri motivi). Adesso, passato l'anno Giacomo continua a mangiare di tutto, chiaramente solo cibi sani, niente snack per bambini, con sale o zucchero (alimenti nocivi anche per gli adulti, tra l'altro), mangia da solo e con una rapidità impressionante. Inoltre quando mangia sprizza gioia da tutti i pori, forse perchè ha imparato a mangiare da solo con successo o forse perchè ama il cibo..più probabilmente - credo-un mix di entrambe le cose. Credo che per lui mangiare sia una grande soddisfazione e spero che continui così nel prossimo futuro.

Quando chiedo alle mie amiche o a conoscenti se i loro figli - di tutte le età- mangiano, il 90% delle volte mi sento rispondere di NO e che per farli mangiare devono distrarli, o rincorrerli, o forzarli, o che comunque impiegano molto tempo a farli mangiare.
A questi genitori (mamme) io vorrei dare qualche consiglio, derivante dalla mia modesta esperienza:
1) Non abbiate fretta di cominciare lo svezzamento. Non farlo prima dei 6 mesi (dice anche l'OMS) e comunque ricordarsi che fino all'anno di vita il bambino deve assumere il suo maggior nutrimento dal latte (materno o artificiale) quindi il cibo serve solo per abituarlo ai gusti diversi e - dico io- a mangiare da solo, masticare, ecc. Tornando indietro io probabilmente inizierei dopo i 7-8 mesi.
2) Seguite vostro figlio, osservatelo: se non ha più fame o non vuole un cibo non è un capriccio, non forzatelo, non mostratevi dispiaciute. Mangiare non è un favore che i figli ci fanno (ma il contrario), d'altronde è così anche per l'allattamento, non siamo noi a supplicarli di mangiare ma il contrario..perchè con il cibo solido dovrebbe cambiare qualcosa?
3) Sperimentate e fatelo sperimentare: fatelo mangiare da solo, pezzi di cibo (sempre cotto, a parte la crosta del pane) piccoli all'inizio, per evitare che rimangano in gola. Imparate comunque le manovre di emergenza per togliere il cibo dalla gola (qualche volta è capitato anche a me di metterle in pratica pero' solo fino al 9° mese), evitate le bucce dei frutti finchè non sarà bravo a masticare, ecc. Anche Brazelton dice che ad un anno i bambini devono essere lasciati mangiare da soli.
4) Non pretendete che mangi troppo. Talvolta la quantità di cibo che ci aspettiamo che un lattante mangi è esagerata rispetto alle sue reali necessità. Il lattante si autoregola con il latte (almeno quello che lo prende della mamma) e la stessa cosa può fare con il cibo solido, se glielo lasciamo fare. E' importante comunque che arrivi al pasto con appetito, quindi senza aver mangiato snack, frutta o altro subito prima (io lascio passare almeno 2 o 3 ore tra la merenda e il pranzo o la cena).
5) Siate pazienti e cercate di tollerare il caos e il cibo per terra. Prima o poi saranno dei gentlemen, l'importante è - secondo me- che l'approccio con il cibo avvenga in modo non traumatico, senza inseguimenti, suppliche, distrazioni.

AGGIORNAMENTO DEL 26 NOVEMBRE: Non è vero che se i bambini iniziano a mangiare con le mani e si abituano a farlo per vari mesi, poi non vorranno più utilizzare le posate. Io per esempio non ho mai forzato Giacomo ad usare le posate ma lui verso i 14 mesi ha voluto iniziare ad usare forchetta e cucchiaino da solo (chiaramente all'inizio va aiutato). E non bisogna dimenticarsi di incoraggiarlo con un "bravo" o "bravissimo". Per il piccolo (o la piccola) mangiare sarà un vero divertimento e una grande soddisfazione.

sabato 10 ottobre 2009

Il copri-carrello della spesa

Mio figlio ha quasi 13 mesi e, fino a poco tempo fa, fare la spesa era abbastanza difficile: con una mano spingevo il passeggino e con l'altra tiravo il cestino del supermercato (con il carrello non ci sono mai riuscita) cercando di districarmi tra corridoi stretti ed altre persone in una sorta di serpentone molto scomodo.
La settimana scorsa ho quindi deciso di mettere mio figlio a sedere nel carrello della spesa ma, dal momento che viene toccato da tutti - e lui si mette continuamente le mani in bocca-ho pensato di costruire una sorta di rivestimento igienico. Non ho inventato nulla, perchè all'estero lo vendono già (vedi qui e qui) però - pensando anche di risparmiare- ho provato a farlo da sola. Riporto nell'immagine sopra le misure che, dopo qualche correzione sono risultate giuste per il carrello della spesa che si trova nei nostri supermercati.
Vi servirà un pezzo lungo circa 225 x 90 (inclusi i bordi per fare l'orlo); piegatelo in due nel senso della lunghezza, ritagliate i buchi per le gambe, inserite l'imbottitura e date qualche punto per fermarla alla stoffa, quindi cucite i quattro lati esterni e i bordi dei buchi per le gambe. L'imbottitura l'ho fatta con 2 fogli filtro -ma ne basta anche uno- per le cappe da cucina che ho acquistato dal ferramenta a pochi euro.
La parte di stoffa davanti ai buchi per le gambe andrà a rivestire l'impugnatura del carrello. Per tenerla ferma si può attaccare del velcro nel lato inferiore ad un dito dal bordo esterno e a tre dall'inizio dei buchi per le gambe e quando si è inserito il copri-carrello nel carrello li si unisce. Et voilà!


lunedì 5 ottobre 2009

Rinforzare le difese immunitarie

Ho trovato (dopo un anno di ricerche) finalmente una pediatra che mi piace. Oltre a visitare il bambino con delicatezza (tra le braccia della mamma invece che da solo sul lettino per non farlo piangere) e a darmi consigli sull'alimentazione che ritengo sensati (per esempio niente zucchero nè sale fino ai tre anni) ci ha anche dato delle indicazioni su come rafforzare le difese immunitarie di Giacomo in preparazione dell'inverno. Un inverno in cui oltre al virus dell'influenza stagionale e ai virus parainfluenzali, dovremo combattere anche l'influenza suina. Il nostro corpo quindi si potrebbe trovare eccessivamente esposto ad "insulti" e occurre - possibilmente - prepararlo affinchè reagisca al meglio.
Per questo mi ha detto che è importante:
1. Riposare bene e non sottoporre il corpo a stress fisico - o psichico.
2. Alimentarsi in modo adeguato facendo il pieno di vitamine (Vitamina C in particolare)
3. Assumere dei preparati omeopatici ad hoc.

In dettaglio:
Bambino:
Immunoped (vitamine). Una fiala algiorno per 28 giorni, un mese sì ed uno no. Per tutto l'inverno. Si può diluire anche nell'acqua o in altro liquido purchè non caldo.
Oscillococcinum (vaccino antinfluenzale omeopatico): un tubo-dose a settimana. Si possono sciogliere i granuli in 10 cc d'acqua e somministrare con il biberon.
Poi fargli mangiare 1 arancio (se spremuto, entro 15 minuti dalla spremitura) o 2 kiwi o 4 mandarini al giorno. Uva: meglio quella rossa. Pomodori con la buccia (zinco). Alimentazione variata evitando i latticini (nel latte vaccino ci sono sostanze non salutari).

Adulti:
Immunotrofina (vitamine): 1 pastiglia al giorno da sciogliere in bocca.
Omeogriphi (vaccino omeopatico stagionale). Mezzo tubo-dose a settimana. E' attualmente in commercio quello contro l'influenza stagionale 2009/2010. Attenzione che la scatola riporti la data di quest'anno, perchè alcune farmacie potrebbero vendere - per sbaglio- quello dell'anno passato, che non avrebbe, in caso, nessun effetto contro l'influenza di quest'anno.
Echinacea. (Io sto prendendo questa).

Ricordarsi che quando si assumono preparati omeopatici va evitata la menta (esistono dentifrici compatibili con l'omeopatia- come l'homeodent) ed i granuli non vanno mai toccati con le mani.

Inoltre lavarsi bene le mani più volte al giorno e quando si rientra in casa da fuori, oltre a cambiarsi gli abiti, i virus infatti rimangono vivi anche 48 ore sugli indumenti, per cui se qualcuno ci starnutisce vicino (o ci lascia delle goccioline di saliva, anche parlando) toccandoci i vestiti potremmo infettarci anche a distanza di tempo. Per questo motivo, i pediatri dovrebbero cambiarsi il camice prima di vedere CIASCUN paziente.

Quando pensare ad un secondo figlio

sopra: il passeggino phil & teds

Quando è il momento migliore per pensare a fare un secondo figlio? Si sente spesso dire: "fallo subito così crescono vicini". In realtà, oltre alla necessità -soprattutto per la madre- di riprendere le forze dopo la prima nascita bisogna anche considerare cosa comporterà l'inserimento di un nuovo bambino nella famiglia.
Una mia amica mi ha raccontato che la primogenita, all'arrivo della sorellina, ha smesso di evacuare..per un anno! (chiaramente i genitori sono dovuti intervenire su indicazione del pediatra).
Da una parte, infatti, il primogenito potrebbe non essere ancora sufficientemente autonomo da consentire che la madre si dedichi al nuovo nato, dall'altra la madre potrebbe, se il secondo figlio arriva troppo presto (secondo Berry Brazelton, prima del compimento del 2° anno da parte del primo nato), sentirsi di non avere dato ancora tutto al primo. Il secondo anno è infatti un anno importante, in cui il bambino effettua un percorso verso l'autonomia: "Avere due individui estremamente dipendenti ma di età diverse è impegnativo sia fisicamente sia emotivamente. Il rischio per i bambini è che una madre fisicamente esausta potrebbe trattarli alla stessa stregua. La tendenza sarà o di trattarli come bambini della stessa età o spingere il bambino un po'piu' grande a crescere troppo rapidamente" (T. Berry Brazelton, "Il bambino da 0 a 3 anni")
Brazelton quindi consiglia che il secondo figlio arrivi quando il primogenito abbia almeno 2 anni e mezzo/tre.

Nel caso Vi stia arrivando il secondo figlio, Vi suggerisco un passeggino doppio neozelandese, molto diffuso negli UK (e che vendono anche in Italia) - vedi foto in alto.

giovedì 13 agosto 2009

Leggere a dieci mesi con il metodo Doman

Qualche mese fa ho acquistato in libreria il kit del metodo Doman (è acquistabile anche solo il libro). Nel libro l'autore spiega che si può insegnare a leggere le prime parole a partire dai 10 mesi. E così ho aspettato..
Un paio di settimane fa (a dieci mesi e mezzo di mio figlio) ho tirato fuori il primo cartoncino con scritto "mamma" (l'unica parola che sa pronunciare bene). L'ho fatto vedere solo per pochi secondi, 4 o 5 volte al giorno per qualche giorno e non appena Giacomo mi guardava dicevo "mamma" e lo rimettevo via. Dopo tre giorni l'ho tirato fuori e ho aspettato ..e lui si è messo a ridere. Io ho detto, poi, "mamma". Ha sorriso così per qualche giorno. Poi ho smesso (non avevo con me il cartoncino), quindi ho ripreso da ieri. Oggi ho tirato fuori il cartoncino e l'ho fatto vedere a Giacomo e lui subito: "mamma"!
Incredibile.


domenica 19 luglio 2009

10 mesi: il punto sullo svezzamento

video

Giacomo ha compiuto 10 mesi una settimana fa e adesso che è spuntato anche il secondo dentino sembra che gli sia definitivamente passata l'inappetenza iniziata all'inizo di Giugno. Ovvero, se gli offro la pappa (come indicato del pediatra: pastina e formaggino o crema di riso o cereali o pastina con carne e verdure, ecc) dopo i primi 5-6 cucchiaini si rifiuta di mangiarla Dopo i primi rifiuti, ad ogni pasto preparavo due anche tre tipi di pappa diversa (con i legumi o con la carne o con il formaggio, ecc) ma la risposta era sempre la stessa.
Allora ho (ri)provato il Baby Led Weaning, ovvero a farlo magiare da solo dei pezzi di cibo (cotto o tagliato in modo che non si strozzasse). Beh, è stata una vera sorpresa.
Dopo i primi giorni in cui buttava molto cibo per terra, adesso, specialmente se gli offro un pezzo di cibo alla volta, sul tavolo da prendere con le mani o con la forchettina, mangia tutto e pochissimo finisce a terra.
Questo è un esempio dei suoi ultimi due pasti:

- 20 o 30 sedanini di kamut al sugo + un pezzetto di pasticcio di patate + qualche boccone di spigola al forno + 1 fettina di patata arrosto + qualche pezzettino di anguria

- fusilli al sugo + pesce (qualche pezzo piccolo) + due croste (morbide) di pizza + mezzo pomodoro fresco dell'orto (senza la buccia) + un'albicocca e mezza susina (senza la buccia)

L'altro giorno in un negozio una signora, mamma di una bimba di 15 mesi mi ha detto che la figlia impiega mezz'ora a fare colazione, due ore e mezza per il pranzo e idem per la cena! Un incubo (ed infatti la signora appariva abbastanza distrutta). Giacomo è - almeno per ora- vorace e un molto veloce a mangiare (il suo pranzo finisce in 20-30 minuti al massimo). Però se volessi dargli la pappa con il cucchiaio credo che anche a me non basterebbero due ore e comunque non sortirei risultati - a meno di non usare la forza - in quanto quando non vuole una cosa adesso scuote vigorosamente la testa e serra la bocca.

mercoledì 8 luglio 2009

Dentizione e rimedi naturali: Camilia

Tre settimane fa è spuntato il primo dentino a Giacomo (a 9 mesi!). Niente febbre, solo una grande inappetenza di "cibo solido", per cui in questo periodo si è nutrito per lo più di latte (materno) e frutta, oltre a pezzi di pane, frittata, zucchine e carote bollite che prende da solo a tavola (ma molto finiva per terra). Dopo il primo, in questi giorni sta uscendo il secondo e l'inappetenza è continuata..qualche cucchiaino di pappa e poi scuoteva vigorosamente la testa ("no!").
Per caso, alcuni giorni fa in farmacia mi hanno consigliato Camilia, un medicinale omeopatico per combattere i dolori della dentizione. Ero scettica, invece già dalla prima fialetta ha ricominciato a mangiare! Ho notato che quando mi dimentico di dargli la fialetta, al pasto seguente non mangia (tranne frutta o latte), se gli dò Camilia invece mangia tutta la pappa. Incredibile ma vero. Non credevo che l'omeopatia avesse un effetto così veloce. Già dalla 1°-2° fialetta questo rimedio ha fatto effetto. Ve la consiglio!

Qui trovate altri rimedi omeopatici sull'argomento.


giovedì 2 luglio 2009

In vacanza con i bambini: qualche idea


In questo post inserirò i consigli di amici e amiche che sono stati personalmente in strutture adatte ai più piccoli.

La mia amica Fabiana consiglia:

ITALIA (Alto Adige)
Hotel Obereggen***

dal loro sito: (..)Nella quotidianità della vacanza dei bambini, il ruolo di protagonista è appannaggio della fattoria/maneggio. Cani, dolci gattini, conigli, pecorelle, vitellini e naturalmente cavalli conquistano facilmente il cuore dei bambini. Mentre alcuni si dedicano alla preparazione di un giaciglio di paglia per le bestiole più piccole, oppure scavano sentieri e grotte nella segatura, quasi tutte le bambine desiderano prendersi cura dei cavalli e provare timidamente a cavalcarli.

AUSTRIA:
(Salisburgo)
Hotel Edelweiss ****
DESCRIZIONE: Albergo 4 stelle superiore, animazione (purtroppo in tedesco.. ma non rifiutano bambini italiani!), piscina, spa, affitto gratuito bici, grande sala giochi interna con cinema per bimbi, sala giochi esterna. NELLE VICINANZE: la bellissima Salisburgo, le incantevoli montagne austriache con baite tutte attrezzatissime per bambini (fornite di menu bimbi, giochi, piccoli animali domestici, funivie). Terme di ogni tipo con piscine all’aperto e al chiuso, spazi dedicati a bambini di tutte le età, mense con area bimbi. E tanto altro ancora GIUDIZIO GENERALE: OTTIMO RAPPORTO PREZZO/QUALITA': OTTIMO (1 settimana a ferragosto in mezza pensione con appartamento nuovo di 60 m2, pulizia quotidiana = 1.200 euro in 4.. Bambini gratis fino ai 12 anni)

da Manuela ricevo questo consiglio:

I Family Hotel sono deliziosi per i bambini; preparano le pappe in base a quello che suggeriscono le mamme (pesce, verdure ecc., tutto fresco) e ci sono tante famiglie con bimbi piccoli. In Alto Adige per esempio c'è questa catena.

martedì 2 giugno 2009

La casa ecologica: stoviglie e bucato


Riporto qui i consigli della mia amica Mary, esperta in ecologia:

"E' importante lavare con prodotti ecologici perchè quelli chimici vengono a contatto della pelle del bambino e poi finiscono nel fegato:



ecco come fare:


LAVATRICE

Usare SOLO prodotti ecologici. Prima di passare all'ecologico fare 1 lavaggio a vuoto con 1 lt di aceto bianco.
COLORI:
Se si pretattano le macchie usare carbonato di sodio (soda o lisciva): 60 grammi per acqua mediamente dura e 5 kg di carico, tranne che per i delicati (lana e seta) per cui si puo' usare questo della Sonnet) a 30° e centrifuga a 900 giri massimo.
Se non si pretattano le macchie lavare a 40° (ma è meglio pretrattare in caso di macchie proteiche).
Oppure usare detersivo ecologico (Sonnet da 2 lt).

BIANCHI:
Per 5 kg e acqua mediamente dura.
Sporco leggero: percarbonato di sodio (2 misurini da 30 grammi). Se l'acqua è meno dura occorre meno detersivo.
Il percarbonato si puo' prendere qui.
Sporco pesante: carbonato di sodio (2 misurini da 30 grammi in caso di acqua dura) + percarbonato di sodio (2 misurini= 60 grammi)
Lavare a 40 gradi (non meno di 40°C e non più di 50° in caso di uso di percarbonato).
Oppure si mette in ammollo 2-3 ore il bucato bianco in acqua e percarbonato (25 gr di percarbonato ogni 3kg) e poi si lava in lavatrice con solo detersivo ecologico.
Per smacchiare si puo' usare anche il sapone toglimacchie Sonnet.

Nota: io acquisto carbonato e percarbonato all'ingrosso. Se vivete a Roma scrivetemi e possiamo fare dei gruppi di acquisto (o dividerò con voi il mio).

AMMORBIDENTE:
Usare l'ammorbidente naturale Sonnet (composto prevalentemente da acido citrico)+ 5-6 gocce di olio essenziale di lavanda (contro le zanzare e per calmare il bambino) o di eucalipto (se si ha raffreddore) o tea tree (in caso di infezioni).

LAVASTOVIGLIE
Usare SOLO prodotti ecologici. Prima di passare all'ecologico fare 1 lavaggio a vuoto con 1 lt di aceto bianco.
Mettere 1 cucchiaio e mezzo di detersivo Sonnet per i piatti al posto della pasticca tradizionale.
Brillantante: si può usare aceto di vino bianco fino alla fine della vaschetta."

[Nota: il percarbonato all'ingrosso si trova a 2,25 euro al Kg (inclusi i costi di spedizione) per confezioni da 25 kg. Il carbonato di sodio si trova a 1,81 Euro al kg (inclusa la spedizione) per confezioni da 25 kg.]

domenica 24 maggio 2009

Cosa regalare di originale ad una neo mamma


o farsi regalare:

Se si ha un giardino (ed un albero sufficientemente grande): una bella altalena per bebè. Quando il piccolo avrà 7-8 mesi si divertirà molto a dondolare. Prezzo: 15,40 Euro.

Per la mamma ecologica (tutte dovremmo esserlo): un kit prova di pannolini lavabili (35 sterline, circa 38 euro) e il kit di accessori: secchio per mettere in ammollo i pannolini, salviettine e cellulosa prepannolino (13,90 sterline, circa 15 euro)

Per chi ama il mare o ha il giardino: la tenda per bambini che si apre e si chiude in pochi secondi (circa 25 sterline= 27 euro).

Per il bebé di 5-6 mesi: il baby safe feeder; una retina che protegge il bambino dal rischio di soffocamento mentre mangia la frutta (o la verdura cotta). Utilissimo anche per impegnare il bimbo al ristorante e avere un quarto d'ora di tranquillità. 10 sterline (11 euro) la retina e 10 sterline 4 ricambi di retine (meglio prendere almeno 8 retine).

Un costumino da bagno lavabile (ca. 15 euro qui o da 3 a 9 sterlne qui) per l'estate o la piscina.

giovedì 7 maggio 2009

Lo svezzamento: a che punto all'8° mese


Tra pochi giorni mio figlio compirà 8 mesi e questo è quello che è successo in termini di svezzamento, o - come si dovrebbe dire- di "alimentazione complementare" (perchè prendere il latte della mamma non è un vizio). All'inizio la pappa (frutta) che avevo provato a dargli verso i 5 mesi veniva praticamente sputata, ovvero non sapendo bene cosa farci, quando se la ritrovava in bocca, la lasciava fuoriuscire ai lati della bocca. Però sembrava piacergli (forse era il dolce). Poi ho sentito del baby led weaning ed ho provato a metterlo in pratica, dandogli zucchine, carote e patate lessate e tagliate a rondelle, per lo più la sera - quando io e mio marito avevamo più tempo per controllare che non si strozzasse - e pulire il caos che si creava per terra (lui buttava tutto giù dal tavolo). Questa "tecnica" di svezzamento l'ho tentata per 2-3 settimane, però varie volte gli sono rimasti dei pezzetti di cibo in gola e sono dovuta intervenire, quindi l'ho interrotta. Poi ho lasciato passare un po' di tempo tornando al solo latte materno e dopo i 6 mesi compiuti ho ricominciato a dargli il passato di verdure con la crema di riso ed un po' d'olio d'oliva (ma niente parmigiano). La sera gli ho dato sempre una crosta di pane da ciucciare (Gonzales suggerisce di farlo per un mese dopo il 6° per verificare che non ci sia un'allergia al glutine, prima di introdurre i cereali con glutine). Spinta da vari pediatri che sostengono l'importanza dell'apporto di ferro (dalla carne) avevo inserito per un paio di settimane anche del coniglio, però poi ho preso la scusa (con tutti i sostenitori di questo tipo di alimento che mi circondano) di una dermatite, per interromperla. Dopo il 6° mese, mio figlio ha mostrato essere veramente una buona forchetta (in pratica divora tutto).
Sono passata quindi ai legumi, aggiunti nella pappa di verdure e crema di riso, o semolino di grano (dopo il 7° mese): ceci decorticati in primis, poi fagioli azuki, quindi lenticchie rosse decorticate (trovo tutto in erboristeria). Giacomo ha molto gradito. Per il ferro sto inserendo il mung dhal, cioè la soia verde decorticata, cotto e frullato, viene fuori una crema gialla abbastanza gustosa, a cui aggiungo un po' d'olio d'oliva (a Roma lo vendono da Castroni in Via Cola di Rienzo e - mi hanno detto- in un negozietto in Via dello Statuto a Piazza Vittorio. Io lo prendo da Castroni, 500 grammi: 1,50 euro).
Oggi il naturopata mi ha detto che avrei dovuto aspettare almeno i primi 2 dentini per iniziare lo svezzamento, ma che se proprio voglio continuare, niente carne fino all'anno (non la digerisce), semmai il pesce verso fine anno. Sulla pappa di cereali e legumi posso spargere un mezzo cucchiaino di semi di zucca o semi di sesamo (quelli senza sale) tostati e schiacciati nel mortaio (dopo un breve tentativo, il mortaio è stato allontanato ed ho usato il frullatore Bimby che sminuzza benissimo). Questi apportano importanti elementi al bambino - come il calcio- oltre a conferire un buon gusto alla pappa.
Per il cattivo odore delle evacuazioni del bambino mi ha consigliato di aggiungere all'ultimo cucchiaino di pappa, mezza capsula (il contenuto, senza l'esterno, chiaramente) di fermenti probiotici Bifiselle. Ci proverò.

AGGIORNAMENTO: Il Bifiselle per eliminare l'odore delle feci funziona ottimamente!

sabato 11 aprile 2009

Ferro in gravidanza e allattamento

In gravidanza e talvolta in allattamento in genere si ha bisogno di più ferro. In gravidanza il ferro se lo prende il bambino, mentre in allattamento, questo, anche se assunto dalla mamma da cibi o integratori non passa nel latte e questo è uno dei motivi per cui i pediatri consigliano di iniziare ad introdurre cibi solidi (in particolare la carne, il cui ferro è più assorbibile) nella dieta del bambino piccolo (dopo i 6 mesi).

Per noi, questa è una lista degli

ALIMENTI CON MAGGIOR CONTENUTO DI FERRO
* Milza, bovino 42.0000
* Fegato, suino 18.0000
* Tea, in foglie 15.2000
* Cacao, amaro in polvere 14.3000
* Crusca di frumento 12.9000
* Fegato, ovino 12.6000
* Storione, uova (caviale) 11.8000
* Pepe nero 11.2000
* Germe di frumento 10.0000
* Menta 9.5000
* Fagioli borlotti, secchi, crudi 9.0000
* Fegato, equino 9.0000
* Fagioli cannellini, secchi, crudi 8.8000
* Fagioli dall'occhio, secchi 8.8000
* Fegato, bovino 8.8000
* Rosmarino 8.5000
* Fagioli, secchi, crudi 8.0000
* Lenticchie, secche, crude 8.0000
* Rene, bovino 8.0000
* Radicchio verde 7.8000
* Pistacchi 7.3000
* Farina, soia 6.9000
* Soia, secca 6.9000
* Polmone, bovino 6.7000
* Ceci, secchi, crudi 6.4000
* Anacardi 6.0000
* Rana 6.0000
* Ostrica 6.0000
* Cozza o mitilo 5.8000
* Muesli 5.6000
* Lupini, ammollati 5.5000
* Basilico 5.5000
* Scorfano 5.5000
* Albicocche, disidratate 5.3000
* Cuore, suino 5.3000
* Fiocchi d'avena 5.2000
* Rughetta o rucola 5.2000
* Fave, secche, sgusciate 5.0000
* Albicocche, secche 5.0000
* Cuore, equino 5.0000
* Cuore, ovino 5.0000
* Cioccolato, fondente 5.0000
* Uova, gallina, tuorlo 4.9000
* Lievito di birra, compresso 4.9000
* Cuore, bovino 4.6000
* Piselli, secchi 4.5000
* Farina, avena 4.2000
* Prezzemolo 4.2000
* Patè, di fegato 4.1000

Aggiungerei l'alga Dulse (in erboristeria), che si può aggiungere a zuppe e minestre.
Si può aumentare l'assorbimento del ferro non emico (il ferro dei vegetali) aumentando il consumo di cibi contenenti vitamina C , aumentando il volume dei succhi gastrici usando piante amare come la genziana ogni volta che si mangia, circa 20 minuti prima del pasto, aumentando il consumo di vegetali ricchi in ferro, e controllando di non avere deficienze di vitamina A (una deficienza causa una deficienza in Fe). Spremere il limone sulla carne fquando la si mangia fa aumentare l'assimilazione del ferro in essa contenuto.
La naturopatia consiglia la mela chiodata:
Il ferro per essere assimilato dal corpo ha bisogno di essere assimilato con qualcosa di acido che lo fissa immediatamente. Prendete una mela, lavatela e riempitela di chiodi (che avrete in precedenza bollito). Quando attorno al chiodo (alla parte a contatto con la buccia) si forma una macchiolina circolare brunastra si levano i chiodi e si mangia la mela. L' acidità della mela fissa e fa assinilare il ferro.
Il ferro che si acquista in farmacia lo si espelle immediatamente attraverso le feci (quando si fa una cura a base di ferro e si va di corpo si nota che si "deposita" nel wc sempre materia NERA... --> quello è il ferro acquistato).

Qui altre informazioni su ferro e anemia

L'Ayurveda ha un preparato che apporta ferro e si chiama "Sideromap" (della Ayurveda Maharisci).


mercoledì 1 aprile 2009

Casa pulita - regola numero 1: togliersi le scarpe al rientro

Come ho già scritto qui, passeggiando per la città (o anche per la campagna) posiamo raccogliere con le scarpe batteri e parassiti contenuti nelle deiezioni canine che poi vengono portati nelle nostre abitazioni e possono trasmettere vermi e malattie infettive. Particolarmente i bambini rischiano di infestarsi con le uova di vermi, se vengono involontariamente a contatto con escrementi canini. Le larve, che di conseguenza migrano nel tessuto, possono causare a seconda della localizzazione, una serie di sintomi, provocando – seppure raramente – addirittura malattie letali (vedi qui).
Quello che dovremmo fare con un bambino - che sa gattonare o camminare- in casa è quindi toglierci le scarpe non appena torniamo a casa. Con le pantofole poi si sta anche più comodi - e non si fa rumore nell'appartamento di sotto :-).

lunedì 16 marzo 2009

I pannolini lavabili


Ho già scritto dei pannolini lavabili nel mio Blog MiglioraRoma (qui l'articolo), adesso finalmente li ho potuti sperimentare di persona. Questa è la mia esperienza finora:

Prima di partorire ho acquistato i pannolini Moltex Eco sul sito dei Piccolissimi, oltre ad altri in plastica biodegradabile all'80%, per fare una prova. Entrambi hanno funzionato molto bene (e quelli di mais Moltex Eco in più profumavano di cappuccino, una volta bagnati di pipì! incredibile ma vero). Unico neo: la loro misura più piccola era troppo grande per il mio bambino (nato di 3kg e 100 grammi) per cui per alcune settimane ho dovuto utilizzare i Pampers. Quindi, quando il bimbo è cresciuto un po', ho usato la mia scorta di pannolini di mais. Lo svantaggio è solo economico, cioè è vero che costano più o meno come i Pampers (quelli di mais costano circa 10 centesimi in più a pannolino) però ad incidere sono i costi di spedizione, dal momento che io nei negozi o in farmacia non li ho ancora trovati.
Inoltre nel mio quartiere non viene ancora effettuata la raccolta dell'umido (in cui potrei mettere i pannolini di mais) per cui alla fine li ho dovuti gettare nei rifiuti indifferenziati e così sono andati o all'inceneritore o in discarica (sigh).
Fino al 5° mese Giacomo non ha dormito ed io ero distrutta..quindi lungi da me l'idea di poter avere la forza di mettermi a lavare anche un singolo pannolino lavabile. Ma dal 5° mese le cose sono cambiate; ho iniziato a dormire di più e quindi ad avere le energie sufficienti per pensare a come ridurre questo ammontare di rifiuti. Ho quindi acquistato il pacco prova di Kushies Ultra sul sito the baby catalogue
Si lavano 3 volte in lavatrice -senza ammorbidente che crea una patina di cera sui tessuti- per aumentare il potere di assorbenza e poi si possono utilizzare. Beh..funzionano benissimo. Sono un po' più grossi dei Pampers ma sicuramente non puzzano quando sono bagnati (i Pampers sì..saranno tutte le cose chimiche che ci mettono dentro..che magari fanno anche male ai nostri bambini). Poi il lavaggio non assolutamente così terribile come pensavo: si mettono in ammollo per 2 ore o per la notte con un cucchiaio di Nappy Soak (preso sempre sullo stesso sito) e quando li tiri fuori, il 90% delle volte sono già puliti, io li passo sotto l'acqua con un po' di sapone a mano (bio) e ..voilà! sullo stendino per il giorno ad asciugare.
Se si vuole fare con la lavatrice meglio prenderne dai 20 ai 30 così si può fare un lavaggio a settimana.
Niente più rifiuti, risparmio (dopo un po', visto che 1 costa sui 10€) assicurato ed evitato anche il rischio di prodotti chimici sulla pelle dei nostri piccolini..cosa vogliamo di più?

Qui un sito inglese - Baby Kind- che vende vari tipi di pannolini lavabili
Qui le pagine del sito de i Piccolissimi dove si possono acquistare i loro pannolini ecologici disana

Da non fare


Dal libro di Lucio Piermarini "Io mi svezzo da solo" (pag 52):

"PRATICHE MEDICHE RICONOSCIUTE INUTILI O DANNOSE:

In gravidanza

Visite "mediche" di routine
Controllo elettronico del battito di routine
Integratori alimentari
Creme preventive per le smagliature
Trattamenti preventivi per le ragadi

Nel neonato

Bagno immediato alla nascita*
Legatura immediata del cordone
Alcol etilico per la medicazione del cordone
Separazione dalla madre di qualunque durata
Integrazioni al latte materno nelle prime 48 ore

Nel lattante

La sterilizzazione degli indumenti
Visita di controllo ogni mese
Posizione sul fianco nel sonno
Dieta materna per la dermatite del bambino

Nel bambino

La dieta nelle diaree
Antibiotici preventivi in caso di febbre
I sedativi della tosse
L'aerosol nelle malattie influenzali
I plantari per il piede piatto
La ginnastica correttiva per la scoliosi
La dieta da sola per dimagrire
Fino a due terzi dei ricoveri nei reparti pediatrici"
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* Nel libro di Carlos Gonzales Un dono per tutta la vita si critica infatti il bagno fatto al neonato per il rischio di ipotermia, alla nascita andrebbe non lavato, ma semplicemente pulito con dei panni e poi dato alla madre che tramite il contatto pelle a pelle (o skin to skin) gli può ristabilire la giusta temperatura (qui i risultati degli studi effettuati in merito).

giovedì 5 marzo 2009

4 mesi e mezzo: diario di bordo

Ore 9:30: mi sveglio..stanotte mi sono svegliata alle 4, ho allattato e poi Giacomo si è rimesso a dormire. Sento dei gridolini, Giacomo si è svegliato appena dopo di me. Tempo di lavarmi viso e denti in bagno e poi lo vado a prendere. Apro la finestra della sua camera e lo vado a salutare. Mi accoglie con lo sguardo ancora un po’ assonnato e poi sorride. Io: “buongiorno! Come hai dormito?” Lui sorride. Io: “andiamo a cambiarci? Sì?” e lo prendo in braccio. Andiamo al fasciatoio. Gli tolgo il pannolino, come fa già da circa un mese, la notte ormai fa solo la pipì. Lo pulisco e poi metto il nuovo pannolino. Gli lavo il naso con la soluzione fisiologica e poi gli do tre gocce di vitamina. Andiamo a salutare il papà.
Mi metto sul letto e faccio un po’ di coccole a Giacomo. Anche se non mangia da circa 6 ore non sembra avere fame. Stiamo un quarto d’ora a giochicchiare, gli prendo le gambine, facciamo la bicicletta, poi le braccia, apri-chiudi, apri-chiudi, poi il suo nuovo gioco preferito: lo tiro su dai polsi e lui stende le gambe e si mette in piedi. Ci sta per vari secondi, poi lo metto giu’ e di nuovo “suuuuuu…”.
Sono le 10.30, anche se non me lo chiede lo allatto, ormai ci mette solo 10 minuti, facciamo il ruttino e poi ..zac si sbrodola, ho dimenticato di mettergli il bavaglino! Lo cambio di nuovo e poi andiamo in cucina. Lo metto sulla sdraietta con un pupazzo da maneggiare. Apro le finestre e metto su il tea..colazione per me, lui fa degli urletti e mi guarda girare per la stanza.
Ore 11.00 la mia colazione è finita, Giacomo fa degli urletti per dirmi che vuole che lo prenda in braccio, si è stancato della sdraietta. Lo tiro su e facciamo un giretto per la casa…andiamo a salutare il papà, che lavora un po’ al computer prima di uscire, poi apro le persiane, lui con me. Gli piace stare in braccio mentre faccio le cose, guarda interessato. Metto un po’ a posto, poi faccio sedere Giacomo sul divano, intorno metto dei cuscini. Un po’ di coccole e chiacchere ..
Ore 11.30 Giacomo fa qualche urlo, è stanco, lo metto nella culla e lui sta un po’ lì a giocare con pupazzi e copertina e poi si addormenta.
Ho 45 minuti-1 ora per fare le mie cose..
Ore 12.20 Giacomo si sveglia, controllo il pannolino, lo vesto e poi lo metto nel passeggino. Mi vesto al volo e usciamo per una passeggiata.
Un giretto nei negozi sotto casa, un po’ di spesa, poi un salto al parco. Alle 13.20 ci dirigiamo verso casa. Ore 13.30 a casa, papà è rientrato da 5 minuti e ha messo su l’acqua. Io spoglio Giacomo e lo metto sulla sdraietta. Preparo un sugo al volo e butto la pasta. Un’ insalata e la torta rustica cucinata ieri. Giacomo non vuole piu’ stare nella sdraietta allora il papà lo prende in braccio e finiamo di mangiare con lui in grembo. Si avvicina l’ora della nuova poppata.
Ore 14.00 lo cambio e poi pappa. Dopo la pappa leggiamo i libretti per bebè che ho appena comperato, Giacomo guarda interessato. Una mezz’ora di coccole poi un po’ di giri per casa.
15.30: Giacomo si addormenta nella sua culla
Ore 16.30 Giacomo si sveglia. Lo metto davanti alla TV, gli piace Sesame street.
Ore 17.30 Cambio e poi poppata
Ore 18.00 Un po’ di gioco con la palestrina, io faccio merenda e sto vicino a lui con il computer.
Ore 18.30 Torna il papà, lo lascio un po’ a lui. Lo mette sulla sdraietta, gli fa qualche coccola. Io faccio qualche telefonata, poi il papà me lo riporta, facciamo un po’ di ginnastica sul lettone..un altro giretto per casa, ci guardiamo allo specchio, lui sorride a se stesso..lo metto nella culletta. Gioca con i pupazzi da sdraiato.
Ore 19.30 Giacomo si addormenta
Ore 20.30 Giacomo si sveglia, due coccole, poi preparo l’acqua nella vasca mentre lui sta sul mio letto a guardare. Poi lo metto sul fasciatoio, lo pulisco, lo spoglio, gli faccio il massaggio con l’olio e poi bagnetto.
Ore 21.00 E’ l’ora della pappa. Lo allatto e poi lo porto in cucina con me. Cucino mentre lui mi guarda sulla sdraietta. Ceno mentre lui fa tanti urli, poi chiamo mia mamma e le faccio sentire i suoi urletti. Ogni volta che gli avvicino il telefono lui si azzittisce e guarda curioso. Mia mamma in viva voce gli dice di farle sentire la sua voce, ma lui guarda il telefono in silenzio e si tende tutto.
Ore 21.30 Andiamo a guardare la tv, lui in braccio, poi sul divano, poi di nuovo in braccio, io seduta, poi in piedi, dondolo, entrambi guardiamo la tv. Giacomo inizia ad innervosirsi…
Ore 22.30 lo metto nella culla, Giacomo fa un po’ di versetti, mi sorride, gli do’ qualche bacio sulle guance, fa dei versetti forse mi chiede il ciuccio, glielo metto, gli rincalzo le coperte e abbasso le luci. Lui spinge il viso contro il paracolpi della culla e si cerca di addormentare. Esco dalla stanza e socchiudo le porte. Torno in salotto a guardare la tv mentre scrivo al computer.

giovedì 26 febbraio 2009

Svezzamento: l'approccio naturopatico

Oggi sono stata da un Naturopata che mi è stato raccomandato. Questo è quanto mi ha detto in merito allo svezzamento:

Allattare sempre a richiesta (maschi: partire da seno sinistro, poi il destro, sempre 2 seni, femmine il contrario: fare prima il seno destro)
SOLIDI: NON iniziare i solidi PRIMA DEL PRIMO DENTINO. Quando ha messo il primo dente significa che l’apparato digerente ha gli enzimi necessari per digerire il cibo. Non è vero che gli enzimi compaiono a 20 settimane, ma per ogni bambino è diverso. Se si introducono i solidi prima della comparsa degli enzimi puo’ essere molto dannoso perché il cibo non è sterile e puo’ quindi creargli delle gastroenteriti e problemi intestinali vari. All'inizio il bambino è un "succhiatore", poi diventa capace di masticare, ma più in là di quanto ci aspettiamo noi oggi. E' importante che sappia masticare prima di ingerire il cibo solido affinchè riesca a digerire quanto ingerisce.
Alla comparsa dei denti (sarebbe meglio aspettare le 2 coppie di incisivi, sopra e sotto*) iniziare quindi a dare pappette fatte di cibo premasticato dalla madre (la saliva pre-digerisce e sterilizza), dopo una decina di giorni (controllare le feci-vedi sotto) fare la pappetta cotta e passata:
pappa:
5 cucchiai di cereali (riso o farro perlato o 5 cereali)
3-4 cucchiai di verdure dolci
1 o 2 cucchiai di legumi (ceci, i piu’ vicini al latte materno, passati, + un po’ di lenticchie + fagioli azuki)
Le proporzioni sono queste, puo’ variare la quantità assoluta. Dare quanta ne vuole il bambino.
Quando le feci mostrano che ha digerito bene (non fanno cattivo odore, non sono scure o dure, ma gialline) allora si può aumentare il cibo progressivamente (cena,..)

CARNE o prodotti animali: NO per tutto il primo anno (sono alimenti complessi da digerire)

FRUTTA: iniziare quest’estate con il caldo, solo frutta di stagione, a merenda (mai pasto principale).

PESCE: alla fine del primo anno, pesce piccolo (seppioline,..)

Dopo un po’ di tempo che ha iniziato la pappa, aggiungici sopra, tritati, semi di zucca o semi di sesamo.
Alla fine del primo anno vorra’ prendere le cose da tavola per cui noi dovremo mangiare solo cose compatibili con lui (pasta SOLO di Kamut o Farro semi-integrale, no integrale, carote cotte, ecc)
Andare avanti con l’allattamento per circa un anno e mezzo se si riesce.

Contestualmente mi ha prescritto una cura ricostituente a base di prodotti naturali e cibo di un certo tipo (a quanto ho capito si potrebbe andare avanti con l'allattamento esclusivo per un bel po' senza che il bambino abbia carenze, ma le carenze vengono alla mamma, soprattutto se è un po' in là con gli anni come sono io).

Per maggiori informazioni potete prendere appuntamento con questo naturopata (Dott. Marco Lo Russo) chiamando questo numero 06 4825034 e parlando con Vittoria. Lui è di Firenze ma viene a Roma 1 o 2 volte al mese.

Qui trovate una tabella per l'introduzione dei vari alimenti (trovata in un sito di una mamma vegetariana). Però non tutti concordano con l'introdurre ogni alimento ad un mese determinato. In genere ho notato che tutti dicono di evitare uova e pomodori per il primo anno, perchè spesso danno allergie, così come noci, noccioline, ecc. Inoltre anche il miele ho letto che andrebbe evitato perchè può contenere un batterio pericoloso per i bambini piccoli.

L'ayurveda consiglia invece di dare ai bambini dai 6 mesi in su il Mung Dal cotto e condito con il Ghee (burro chiarificato) o olio d'oliva, per aumentare l'apporto di ferro (ma nel libro di Carlos Gonzales, l'autore dice che il poco ferro nei lattanti è forse un modo per la natura di evitare loro le diarree). Anche qui non si sa bene a chi dare retta..

*ho trovato questo consiglio (aspettare a svezzare che il bimbo abbia messo i primi 4 dentini) anche in bimbonaturale.org e nel documento sullo svezzamento che si può scaricare dal sito gratuitamente.

martedì 24 febbraio 2009

Lo svezzamento naturale (Baby led weaning)



Oggi ho dato la prima pappa (crema di riso in brodo di verdure) a Giacomo. Ne ha mangiata un po' ma non gli è assolutamente piaciuta. Come dargli torto? L'ho assaggiata anche io ed era veramente insapore..una mia amica, anche lei alle prese con lo svezzamento della figlia, mi ha suggerito di documentarmi sullo svezzamento naturale. Questo è quanto ho trovato, in sintesi (anche grazie a lei).
Il Baby Led Weaning (qui si chiama anche "avvezzamento") - o BLW- è una pratica di svezzamento diversa da quella che propone la maggioranza dei pediatri oggi. La teoria è che in natura (e la pratica per molti animali ovviamente) i bimbi piccoli passano in maniera indipendente dall’allattamento al seno all’esplorazone dei cibi alternativi presenti nel loro habitat.
Con il BLW il bambino inizia a mangiare i cibi solidi per gioco, da solo, con le mani. Non vengono dati al bambino i puré (le pappine inconsistenti, gialline e di scarso sapore), ma dei pezzi di cibo che il bambino porterà da solo alla bocca. Non c'è stress per il bambino nè ansia per la madre (come spesso avviene per farlo mangiare le pappe) e sembra che questo metodo di approccio ai cibi solidi porti i bambini ad essere meno difficili nei gusti alimentari quando saranno un po' più grandi. Oltre al fatto che lo svezzamento guidato dal bambino sembra essere la naturale prosecuzione dell'allattamento a richiesta.

Lo svezzamento naturale (con le parole di Lucio Piermarini - vedi sotto) è un' "interpretazione dello svezzamento e della successiva alimentazione nei primi anni di vita a dir poco sconvolgente, imprevedibile e, nello stesso tempo, più semplice e più complessa rispetto a quella attualmente in auge. Più semplice, perché fa piazza pulita di ricettine, schemi, artifici vari e filosofie di tendenza. Più complessa, per l'attenzione posta su fattori quali il profondo legame fra il comportamento alimentare del bambino e la relazione affettiva con i genitori, costretti perciò a riappropriarsi delle loro responsabilità educative. E' così il bambino ad essere al centro del sistema, non i genitori o il pediatra. Come nell'allattamento al seno, è lui che guida i genitori, e ciò significa:
  • niente più conflitti durante i pasti;
  • migliore alimentazione;
  • risparmio di tempo e denaro;
  • scomparsa dei disturbi alimentari."
Qui trovate un'introduzione sullo svezzamento naturale (in inglese)
Qui un forum inglese sullo svezzamento naturale.

La lega del Latte di Roma suggerisce che:
I cibi con cui si può iniziare (non prima dei 6 mesi compiuti e solo quando il bimbo sembra pronto) sono:

carota bollita
broccolo
zucchina
patata
banana
mela sbollentata (ricordarsi che è astringente!)
pera di quelle morbide (ricordarsi che è lassativa!)
carne molto tenera a vapore come hamburger
del bollito
una susina
una pesca.
Lo schema da seguire è: prima il seno, poi i pezzetti di cibo e poi il secondo seno se si vede che ha ancora fame. Un'avvertenza: variando i cibi, varieranno le abitudini dell'evacuazione. Bisogna allora bilanciare cibi che stimolano e cibi che stringono.

Per avere altre informazioni, digitare su
Google o qualsiasi motore di ricerca l'espressione baby led weaning. Si può cercare anche Gill Rapley rappresentante dell’iniziativa dell’Unicef Baby Friendly Iniziative e autrice delle linee guida sullo svezzamento "Baby-Led" (qui si possono scaricare le sue linee guida - in inglese).

FARE:
Lasciate che il bambino partecipi quando qualcuno in famiglia sta mangiando
Mettetelo dritto quando sperimenta con il cibo. All'inizio anche in braccio guardando il tavolo. Poi sul seggiolone.
Offrite il primo cibo grande come il pugnetto e possibilmente cose che state mangiando voi.
Offrite una varietà di cibi come offrireste una varietà di giocattoli.
Offrite cibi che ha rifiutato più in là: spesso i bimbi cambiano idea.
Mettere del giornale sotto il seggiolone o un telo di plastica.
Continuate ad allattarlo quando vuole e per il tempo che vuole.
Divertitevi a guardarlo mentre impara e sviluppa le sue capacità.

NON FARE:
Non mettetegli fretta.
Non vi fate tentare a mettergli i cibi in bocca.
Non vi aspettate che mangi le prime volte: una volta che scoprirà che questi giocattoli hanno un buon sapore, incomincerà a masticarli e a ingoiarli.
Non lasciate mai solo il bambino con il cibo.
Non vi aspettate che mangi tutto all'inzio.
Non offrite cibi che rappresentano un rischio di soffocamento (popcorn, wurstel, chicchi interi di uva, noccioline, carote, mele, sedano e finocchio crudi)

Per approfondire: "Il mio bambino non mi mangia", del pediatra spagnolo Carlos Gonzalez,
"Io mi svezzo da solo! dialoghi sullo svezzamento" di Lucio Piermarini (Bonomi Editore Euro 14,90). [Quest'ultimo l'ho letto e l'ho trovato molto chiaro e divertente!].
Lo svezzamento naturale è trattato anche nel libro "Un dono per tutta la vita" di Carlos Gonzales. L'autore dice che un bambino che mangia mezzo rigatone con le mani e ciò lo fa felice e contento ha fatto un passo importante nella giusta direzione, perchè in qualche mese ne mangerà cinque ed in qualche anno un piatto intero. Invece quello che mangia un'intera pappa fatta di nove cereali, ma solo se è la mamma ad imboccarlo, insistendo e cercando di distrarlo non ha fatto neanche un passo. Non sta imparando a mangiare da solo, né a masticare, né a godersi il cibo, né a mangiare quello che mangiano gli adulti (noi non mangiamo certo nove cereali)perchè in futuro continuerà a dover essere imboccato (pag. 210).


AGGIORNAMENTO DEL 21 SETTEMBRE '09:
Giacomo adesso ha un anno e da alcuni mesi mangia da solo il cibo a pezzi (dai 9 mesi ha rifiutato le pappe a purée). Non si strozza, è velocissimo a mangiare (ingoiare) tutto, tant'è che in genere finisce di mangiare in 15 minuti, mangia di tutto, verdure incluse e si diverte molto. E' vero, il baby led weaning è piu' confusionario (c'è decisamente più sporco sotto il seggiolone rispetto a quando si mangiano le pappe), ma adesso al massimo cadono 3-4 pezzi di cibo, però solo quando Giacomo ha veramente fame. Se non ha fame ne cade molto di più. In definitiva sono felice di avere utilizzato questo metodo, che però funziona solo se i primi mesi non si ha fretta che il bambino mangi grossi quantitativi. Adesso, ad un anno, Giacomo mangia -da solo, con le manine-primo, secondo e frutta! Tutto in ottime quantità.


giovedì 19 febbraio 2009

Lo svezzamento tradizionale

Giacomo ha passato i cinque mesi e tra poco dovrò iniziare lo svezzamento. In realtà ho già cominciato a dargli la frutta a merenda. Una mezza banana schiacciata e mescolata con un po' del mio latte o una mela grattugiata. Tra poco comincerò a dargli la prima pappa a pranzo e, secondo lo schema di svezzamento datomi dal pediatra, dopo circa un mese e mezzo sostituirò anche la poppata della sera con una pappa. Sia la frutta che la verdura ho intenzione di comperarle biologiche. La frutta biologica l'ho trovata alla GS e al Supermercato Despar vicino a casa, la crema di riso e quella di mais e tapioca la vendono alla Coop (anche online) mentre la verdura fresca biologica è più difficile da trovare. Una mia amica mi ha suggerito di provare questo mercato: la città dell'altra economia. Si trova a Testaccio (qui le indicazioni).

Per lo svezzamento il mio pediatra mi ha conisigliato questo schema:

SCHEMA DI ALIMENTAZIONE PER UN BAMBINO DI 4-5 MESI
4-5 PASTI AL GIORNO
-LATTE MATERNO
o
LATTE ADATTATO
4 pasti gr. 180-210
3 pasti gr. 210-240
con aggiunta di un cucchiaio raso di farina di cereali (riso, mais, tapioca)

1 PASTO DI BRODO VEGETALE (ORE 12)
Prendere circa 100 grammi di verdure verdi- bieta, lattuga, sedano- una carota e una patata piccola. Fare bollire il tutto in un litro d’acqua SENZA SALE, a fuoco lento per almeno un’ora, fino a ridurre il liquido di circa la metà. Filtrare.
FILTRATO gr. 160
+ 20 gr (3 cucchiai rasi) di crema di riso o crema mais e tapioca
+ 1 cucchiaino di olio extravergine di oliva
+ 1 cucchiaino di parmigiano reggiano
far seguire la pappa da mela, pera o banana grattugiata (80 gr.)*

DOPO 2 GIORNI aggiungere pollo o tacchino o manzo o coniglio
Carne liofilizzata o omogeneizzata (3/4 vasetto) oppure 20 gr di carne fresca cotta al vapore e frullata
Dopo ALTRI 2 GIORNI aggiungere nel brodo 2-3 cucchiai di passato di tutte le verdure.

Importante: Non forzare il bambino ad assumere alcun alimento, potresti creare conflittualità e ritardare il giusto divezzamento.

SI SCONSIGLIA L’INTRODUZIONE NELLA DIETA DI ALIMENTI CONTENENTI GLUTINE FINO AL SESTO MESE DI VITA.

* Qui alcuni non sono daccordo (vedi qui). Ho chiesto a Serena, autrice del Blog www.bimbonaturale.org perchè la frutta è meglio mangiarla lontano dai pasti e lei mi ha risposto:
"..la frutta è preferibile consumarla o prima o lontano dai pasti. Il motivo e' semplice: il nostro stomaco digerisce molto in fretta gli zuccheri semplici (come il fruttosio della frutta) ma piu' lentamente e con diverse concentrazioni di succo gastrico proteine e grassi. Percio' dopo un pasto "completo" metterci la frutta significa tenerla per ore nello stomaco facendola fermentare e provocando i comuni problemi di digestione. Se invece la frutta si mangia prima del pasto o da sola viene immediatamente digerita senza fermentare. Se ci pensi bene anche la composizione del latte materno e' proprio cosi': zuccherina all'inizio e ricca di nutrienti alla fine."

Qui uno schema di alimenti ammessi per le varie età del bambino (0-3 anni) della Società Svizzera di Pediatria

Aggiornamento dell'8 Ottobre 09:

NOTA BENE
: fino al compimento del primo anno di vita l'introduzione del cibo solido (cioè diverso dal latte materno o artificiale) ha il solo scopo di abituare il bambino al gusto del cibo (e a masticare), in quanto il nutrimento principale deve venire dal latte, materno o artificiale. Dal compimento del 1° anno in poi sarà l'opposto.
Quindi se nei primi mesi di svezzamento vi sembrerà che il bambino "non mangi" non vi preoccupate. Io davo il cibo solido a pranzo e a cena, se non lo voleva o non lo voleva tutto non forzavo mai e davo poi il seno. Adesso, a un anno, mio figlio mangia tutto (inclusi legumi e verdure), mangia da solo (già dagli 8-9 mesi) con le mani e in fretta (in 20 minuti-mezz'ora al massimo finisce il pranzo o la cena). Il segreto secondo me: - fargli assaggiare di tutto (secondo quanto suggerito dai pediatri per evitare allergie, quindi uovo dopo l'8° mese, miele dopo l'anno, ecc.)
- non pretendere che mangi per forza,
- farlo arrivare al pranzo o alla cena con la giusta fame,
- farlo sperimentare e mangiare da solo con le mani senza preoccuparsi del cibo che cade dal tavolo.

Ricordiamoci comunque che l'Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di non iniziare lo svezzamento prima del 6° mese di vita compiuto. In commercio molti preparati (farine, ecc) scrivono "dopo il 4° mese di vita" a causa di una vecchia legge. In realtà oggi si sa che è meglio che il bambino sia alimentato esclusivamente con il latte (materno o artificiale) fino al compimento del 6° mese. La naturopatia consiglia di non iniziare lo svezzamento prima della comparsa delle prime due coppie di incisivi (vedi qui lo svezzamento naturopatico).


mercoledì 18 febbraio 2009

Risparmiare tempo: la spesa online


I primi tempi in cui il nuovo nato viene ad allietare la nostra casa sono contraddistinti, in genere, da un vero e proprio sconvolgimento, sia fisico (specialmente per la mamma) che di abitudini. In pratica, non c'è più tempo per fare nulla, o quasi, perchè tutto viene occupato dalla cura del neonato. Per "sopravvivere" a questo periodo è consigliabile che i neo papà diano una mano, per esempio cucinando e facendo la spesa. Sempre che non si abbia qualcun altro che provveda a queste faccende. Per la spesa esiste, in alcune città, la possibilità di farla online. A Roma potete provare la Coop online che permette di registrarsi gratuitamente e quindi di ordinare i prodotti, anche freschi, via Internet (tra l'altro ha anche gli alimenti biologici per lo svezzamento). La consegna costa 6,50€ per ordini superiori ai 25 euro (altrimenti 9€) e si può anche pagare in contrassegno con bancomat o carte di credito. In alternativa c'è il sito Pronto Spesa.

A casa con il nuovo nato: la mattina

sopra: un pannolino di mais Moltex Eco

Mamma mia..è il caso di dirlo. E' nato -o nata- e adesso?
E' vero, in Ospedale ci hanno insegnato (presumibilmente) a cambiarlo e ad allattarlo, ma una volta tornati a casa cosa si deve fare? Vediamo come iniziare la giornata.
La giornata si inizia al fasciatoio che deve avere sempre pronta la seguente attrezzatura:
- batuffoli di cotone
- asciugamanini piccoli (da Ikea li vendono in pacchi da 10, a pochi euro)
- ciotola in cui mettere l'acqua
- garze 10 cm x 10 cm per medicare il cordone ombelicale (per le prime 2 settimane)
- alcol puro (o tintura madre di calendula) per la medicazione del cordone ombelicale*
- pannolini
- bottiglia di soluzione fisiologica e siringa
- olio da massaggio (consiglio l'olio baby Weleda alla calendula o l'olio Vata della Ayurveda Maharishi, tutti naturali)
- crema per la zona pannolino (consiglio la crema protettiva alla calendula della Weleda)
- tutine, body
La mattina:
1. Si medica il cordone ombelicale (vi avranno spiegato in Ospedale come fare)
2. Si cambia il pannolino: si toglie quello che indossa, lasciandolo ripiegato sotto al sederino per evitare fuoriuscite improvvise di pipì o altro sul fasciatoio, si pulisce il sederino con un batuffolo di cotone (da Prénatal, 1,90€ a confezione) imbevuto in un po' di acqua tiepida (quando è più grande andrà bene anche l'acqua a temperatura ambiente, ma i neonati sono molto sensibili agli sbalzi di temperatura, pertanto all'inizio meglio usare acqua tiepida), in alternativa se ve lo sentite si può lavare il sederino sotto l'acqua - sempre tiepida- del lavandìino. Le femmine vanno pulite da davanti a dietro, mentre per i maschi non c'è questo problema. Si asciuga, si mette uno strato sottile di crema sul sederino e nelle pieghe dell'inguine e poi si chiude il pannolino.
3. Si olia e si massaggia delicatamente il bambino (anche in testa per ammorbidire la crosta lattea). Il massaggio rafforza le difese immunitarie, tonifica, rilassa (madre e bambino) e al neonato in genere piace. Il massaggio si può eseguire prima di mettere il pannolino pulito.
4. Si riveste il bambino (vestire il neonato come noi adulti)
5. Si fanno i lavaggetti del nasino con la soluzione fisiologica (la tecnica usata dalla mia puericultrice e suggeritami dalla pediatra era questa: siringa senza ago con ca. 2 ml di soluzione fisiologica. Bambino sdraiato, si volta la testa da un lato e si inserisce delicatamente il liquido nella narice che sta in alto, il liquido può scendere nella gola o uscire dall'altra narice. Poi si ripete con l'altra narice, girando prima la testa dall'altra parte, c'è però chi non concorda con questo modo di eseguirla e suggerisce di instillare solo alcune gocce per narice, lasciandole cadere dall'alto - ref. Carlos Gonzales, "Un dono per tutta la vita")
6. Con un po' di garza imbevuta di soluzione fisiologica si pulisce un occhio (chiuso) dall'incavo del nasino in fuori. Ripetere con l'altro occhio e altra garza.
7. Si danno le vitamine prescritte dal pediatra (l'assenza di vitamine è stata associata ad emoraggia cerebrale, se ben ricordo mi diceva la pediatra)
8. Si pesa il bambino, per vedere, dopo che ha mangiato, quanto latte ha preso. La "doppia pesata" non è consigliata perché può stressare la neomamma, però per il primo periodo io l'ho fatta e mi è sembrata utile.
Quindi si allatta, cosa che all'inizio può prendere anche 1 o 2 ore, perchè il bimbo è piccolo e non ha ancora i muscoli per la suzione abbastanza sviluppati (se li farà con l'esercizio).
La mia puericultrice mi consigliava di cambiare il bambino prima della poppata in modo che se si fosse addormentato subito dopo avrei evitato di svegliarlo o di farlo rigurgitare cambiandolo. Dopo qualche mese questo problema sparisce.
Dopo la poppata il neonato va tenuto in posizione verticale, appoggiato al petto della mamma- o di qualcun altro- per un po' (anche 10-15 minuti), tempo in cui farà uno o più ruttini (non scuotetelo, per evitare rigurgiti) e poi messo a riposare nella culla.
I neonati vanno messi a dormire a pancia in su (minore rischio di soffocamento da rigurgito e di SIDS). Appena nati potrebbero non gradire questa posizione, allora si può provare a metterli su un fianco. Nel caso in cui queste posizioni non funzionino, allora si può girare a pancia in giù (ma è meglio sorvegliarlo), si rannicchierà e probabilmente si addormenterà. Io mettevo mio figlio a pancia in giù - all'inizio dormiva solo così- ma solo dopo un paio d'ore dalla poppata (finita la digestione).

Appena si addormenta..via a dormire anche voi!
--
* sulla medicazione del cordone non tutti sono daccordo. Gonzales per esempio dice che il moncone del cordone va solo tenuto semplicemente pulito, e qualunque liquido (alcol o altro) ne ritarda solamente la cicatrizzazione. Tornando indietro probabilmente seguirei il suo consiglio.

domenica 8 febbraio 2009

Salute: il biodizionario


Una volta ho letto che i conservanti ingeriti non vengono più espulsi dal corpo e vi rimangono per tutta la vita. Anche per questo (oltre al fatto di voler evitare pesticidi e altri veleni) è importante cercare di mangiare biologico (qui a Roma si può trovare cibo bio anche fresco). Ecco l'elenco dei conservanti più nocivi: E210, E211, E212, E213, E214, E215, E216, E217, E218, E219, E220, E221, E222, E223, E224, E226, E227, E228, E230, E231, E232 , E233 , E235, E249 ed E25.
Inoltre, anche i cosmetici, che vengono a contatto con la nostra pelle (e quella dei nostri figli) possono contenere sostanze dannose. Per scoprire se le creme, gli olii, i bagnoschiuma, ecc che utilizziamo per il nostro bambino - o per noi stessi- hanno sostanze reputate nocive per la salute, io utilizzo il Biodizionario (basta inserire il componente del prodotto e premere "cerca". Se esce un pallino rosso allora meglio evitare il prodotto, soprattutto se si trova tra i primi posti nella lista dei componenti, dal momento che questi sono elencati in ordine decrescente per quantità contenuta nel prodotto).

giovedì 5 febbraio 2009

Le vaccinazioni

Quando sarete mamme, oltre all'insieme di compiti pratici a cui dovrete provvedere (nutrire il vostro bambino, cambiarlo, intrattenerlo..ecc) sarete chiamate a decidere sulla salute di vostro figlio (o figlia), il che significa come comportarsi quando starà male, ma anche come mantenerlo in salute. Chiaramente quest'ultimo compito occuperà -presumibilmente- più tempo del secondo.
Per quanto riguarda mio figlio, oltre alle vitamine giornaliere prescritte dal pediatra, ho cercato di mettere in pratica i consigli del mio ginecologo che segue l'Ayurveda, cioè in primis massaggiarlo tutti i giorni con un olio specifico (Olio Vata della Ayurveda Maharishi, in Erboristeria a 13,50 Euro), la mattina e prima del bagno serale (così con il calore l'olio penetra nella pelle). Il massaggio infatti rafforza il sistema immunitario del bambino. Poi ho assunto un preparato ayurvedico (Mak 4) durante l'allattamento, che è un tonico e immunomodulatore, che dovrebbe essere passato a mio figlio tramite l'allattamento. Quindi ho cercato di evitargli particolari stress (troppe visite, troppi spostamenti ma anche rumori forti) e climi avversi (troppo caldo, troppo freddo, vento ecc.). Inoltre pochi contatti con bambini in età scolare, spesso portatori di malattie infettive.
Secondo i precetti della medicina occidentale, il metodo migliore per evitare le malattie consiste nel vaccinarsi. Non sono completamente daccordo perchè ritengo che il metodo migliore sia probabilmente quello di avere le difese immunitarie alte, però è vero che esistono malattie molto gravi contro le quali non mi sono sentita di rischiare la vita di mio figlio. Per i nuovi nati, la legislazione Italiana prevede, in particolare, una serie di vaccini contro alcune malattie secondo un determinato calendario.
Vi verrà sicuramente consigliato il vaccino esavalente (nome: Infanrix Hexa), contenente 4 vaccini obbligatori e due raccomandati. Paradossalmente i 4 obbligatori si riferiscono a malattie più o meno debellate, almeno in Europa: poliomelite (ca. 1500 casi in tutto il mondo, nessuno in Italia), difterite (ultimo caso in Italia all'inizio degli anni 90, ma ho letto di epidemie recenti nell'ex Unione Sovietica) o difficili da contrarre per un neonato (epatite B: si prende con scambio di siringhe o con trasfusioni di sangue infetto, tetano: si puo' prendere se ci si taglia con ferri arruginiti, cosa difficile per un neonato), mentre maggiormente utili sembrano le vaccinazioni contro pertosse (che se presa nel primo anno di vita è pericolosa) e emophilus influenzae di tipo b (che è pericolosa perchè può dare origine a meningite). Pero' l'Associazione Culturale Pediatri è dubbiosa sull'efficacia. Vedi qui)
Importante è non fare vaccinare vostro figlio (o figlia) se non sta bene, cioè se ha febbre o altri episodi acuti. I vaccini infatti possono dare reazioni avverse (dalla febbre a reazioni neurologiche gravi e permanenti). In rete e in libreria troverete tante informazioni sui vaccini tra cui se non si è medici è abbastanza difficile districarsi. Di seguito le informazioni che ho trovato (in rete ma anche e soprattutto da medici e specialisti del settore) in occasione delle vaccinazioni di mio figlio e che reputo importanti.
Vaccino anti epatite B
E' il più controverso, obbligatorio nei neonati solo in Italia e al centro di uno scandalo che coinvolse l'allora ministro della Salute De Lorenzo (che prese una tangente di 600 milioni per farlo inserire tra quelli obbligatori nel nostro Paese, anche se non è stato provato). Presenta molti effetti collaterali negli adolescenti e negli adulti ed è sospettato di slatentizzare alcune malattie neurologiche gravi, come la sclerosi multipla e la sindrome di Guillame Baurré. Non si è riusciti a provare una correlazione certa, ma ciò non significa che la correlazione non esista. Il consiglio che ho ricevuto da una pediatra molto esperta di vaccini, ex direttrice di un centro vaccinale nel nord Italia (vedi sotto), è di aspettare a vaccinare finché il bambino non è esposto a un rischio (genitori o conviventi portatori del virus, anche portatori sani, operazioni chirurgiche ecc.) e di non fare la vaccinazione se ci sono parenti di primo grado affetti da sclerosi multipla.
E' possibile rifiutare la vaccinazione antiepatite B (e qualunque vaccinazione) oggi, in quanto un decreto interministeriale del 1998 asserisce che i bambini non vaccinati devono comunque essere ammessi alla scuola dell'obbligo.
Per evitare l'antiepatite B si può fare il pentavalente (Pentavac) che però contiene tracce non dosabili di thiomersal (mercurio). Il mercurio è stato messo al bando dai vaccini in quanto ritenuto responsabile di reazioni avverse anche gravi. Se si vogliono evitare anche le tracce non dosabili di mercurio (il che ritengo sia più prudente) l'unica alternativa è fare:
1) l'Infanrix Dtpa (trivalente senza tracce di thiomersal),
2) il vaccino coniugato singolo contro l'emofilo (identico a quello che si aggiunge nella fiala per preparare l'Infanrix Hexa), il nome commerciale è Hiberix o Act-Hib, e
3) il vaccino singolo di Salk contro la polio.
Occorre quindi distanziare nel tempo - una settimana-15 giorni (l'immunologo Gava consiglia un mese, per permettere al bambino di smaltire gli eccipienti contenuti in ogni vaccino) ma sempre entro il primo anno di vita - la somministrazione dei vaccini. L'inconveniente è l'aumento del numero di punture e di eccipienti e adiuvanti - come l'alluminio- somministrati al bambino.
Personalmente ho valutato anche questa strada ma ho preferito alla fine fare l'esavalente proprio per ridurre al massimo la somministrazione a mio figlio di alluminio (altro metallo i cui effetti non si conoscono ma si pensa che potrebbe essere lui il responsabile degli effetti avversi che si registrano - anche se raramente- in seguito alle vaccinazioni).

Nota: quando si parla di vaccini con i centri vaccinali della Asl si ricevono informazioni per lo più allarmiste nei confronti di tutte le malattie, cioè i centri vaccinali (così come molti pediatri) cercano di fare vaccinare quanti più bambini possibile e "spingono" tutti i vaccini, quelli obbligatori ma anche gli altri. Esiste cioè un fronte compatto pro-vaccinazione. Bisogna però valutare caso per caso, secondo me e vaccino per vaccino, perchè il fronte pro-vaccini sembra essere mosso, nella sua azione, da interessi diversi che vanno da target numerici (raggiungere un certo numero di vaccinati l'anno) dei centri vaccinali a probabili regalie e donazioni delle case farmaceutiche ai medici. Il problema nella valutazione dell'opportunità di vaccinare o meno è dato anche dal fatto che in alcuni (molti?) casi non si dispone di dati aggiornati e relativi al proprio Paese sui rischi da vaccino contro i rischi derivanti dalla malattia (come per es. sullo Pneumococco per cui si vaccina contro solo 7 dei 90 sierotipi esistenti e i cui dati di diffusione dei sierotipi si riferiscono agli USA!).

Qui potete scaricare il testo del Decreto del Presidente della Repubblica del '99 con cui si sancisce che le scuole devono accettare anche i bambini non vaccinati.

AGGIORNAMENTO del Luglio 2009: ho avuto una conversazione telefonica con una pediatra di Modena, ex direttrice di un centro vaccinale (D.ssa Luisella Grandori) fondatrice dell’associazione “no grazie, pago io” (associazione di 200 medici e operatori sanitari che hanno deciso di non accettare regalie dal settore farmaceutico) e questo è quanto mi ha detto in merito ad epatite b, difterite e pneumococco:

Domanda: L’antiepatite b conviene farla?
Risposta: Se il bambino non è esposto ad un rischio (familiare convivente malato o portatore sano) no. Se si ha per esempio madre o padre malati di sclerosi multipla consiglio di non farlo perché non c’è prova che non possa slatentizzare questa malattia. In Francia vari anni fa si era osservata una insorgenza di questa malattia su adulti vaccinati da poco (1 anno) con l’antiepatite b. Allora hanno fatto degli studi in cui però non si è riusciti a provare la correlazione. La Cocraine Collaboration, un’ associazione molto seria, ha detto che “non è provata la correlazione ma non si puo’ neanche negare!”
L’epatite b è una malattia terribile ed è molto diffusa in Asia e nell’Est Europa. Se si hanno tate conviventi per esempio e il bambino non è vaccinato contro l’epatite b conviene far fare loro l’esame per vedere se sono portatrici sane, perché si è visto che la malattia si contrae non solo con scambio di siringhe o sangue ma anche nella convivenza, cioè che bastano quantità infinitesime di sangue (posate, bicchieri, ecc) per trasmetterla.
Difterite:
E’ una malattia grave, si cura con gli antibiotici però alcune volte la tossina può essere piu’ veloce della cura e quindi compaiono le placche in gola. Sono placche bianche e dure che non si staccano (se si staccano sanguinano) e si muore. In Russia c’è stata un’epidemia negli anni 90, anche oggigiorno ci sono dei casi (600 all’ultima rilevazione). Ci si contagia anche tramite i portatori sani. Nel 2001 è morto un bambino di 3 mesi in Finlandia perché la famiglia ha ospitato una famiglia russa che era portatrice sana di difterite. In Italia l’ultimo caso è stato negli anni ’90, una bambina di Milano – non vaccinata- è morta perché ricoverata in Ospedale non le è stata fatta la diagnosi differenziale per la difterite e il padre (medico omeopata) non l’aveva vaccinata e – visto che allora le vaccinazioni erano obbligatorie- aveva fatto dei certificati falsi e quindi in Ospedale non ha detto che la figlia non era vaccinata così quando i medici hanno visto spuntare le placche della difterite era troppo tardi.
Pneumococco:
Purtroppo il vaccino che esiste protegge solo contro 7 dei 90 sierotipi in circolazione negli USA (non esistono dati sui sierotipi per l’Italia), inoltre man mano che ci si vaccina contro questi 7 gli altri si stanno potenziando, infatti l’anno scorso in Sicilia è morto un ragazzo/bambino ed i giornali gli hanno dato grande rilevanza dicendo che bisogna vaccinarsi, ecc. Peccato che lui fosse vaccinato contro lo pneumococco, ma è stato contagiato lo stesso.
Vaccino antipertosse
E' un vaccino raccomandato perchè la pertosse, se contratta nel primo anno di vita può essere molto pericolosa. Paradossalmente è inserito in tutte le combinazioni disponibili in Italia anche se non è obbligatorio pertanto se si vuole evitare (si registrano effetti avversi - atonia- in un caso ogni 60.000 dosi. Sono effetti passeggeri ma a vedersi non sono belli perchè il bambino perde completamente il tono muscolare) l'unica alternativa è ordinare il vaccino antitetanico e l'anti-difterico separati (2 vaccini). In Italia non sono disponibili perchè l'Italia aa scelto di fornirsi solo da multinazionali, che evidentemente non li producono più, per cui va fatto ordinare dall'Olanda o dalla Danimarca dove invece sono ancora reperibili. Però i centri vaccinali in genere non amano fare quest'opera di "reperimento" perchè comporta molte procedure burocratiche e tante telefonate, per cui potrebbero liquidarvi dicendo che non è possibile. La D.ssa Grandori mi ha detto che in Emilia Romagna lo fanno, ma non sa se per esempio in altre regioni come il Lazio, i centri vaccinali sono altrettanto disponibili (immagino di no).
Volendo evitare l'antipertosse vale comunque la pena di tentare.


Aggiornamento del 14-08-09:
Ho fatto il secondo round di vaccinazioni a mio figlio e prima, come la prima volta, gli ho fatto prendere delle medicine omeopatiche (drenanti) secondo un protocollo che mi è stato fornito da un mio medico di fiducia:
sulfur 7ch: 5 granuli al dì per 10 gg a cavallo della vaccinazione
lympomyosot fiale: 1 fiala al dì per 10 gg a cavallo della vaccinazione
thuja 7 ch: 5 granuli la sera del giorno della vaccinazione, 5 granuli il giorno successivo.

domenica 1 febbraio 2009

Carrozzina e passeggino

Attrezzatura indispensabile per il neonato sono carrozzina e passeggino, oltre all'ovetto per l'auto. Se qualcuno -amici o parenti- ve li presta, meglio (per le tasche e per l'ambiente!) e potete saltare questo post. In alternativa conviene che entro il 7°-8° mese li comperiate, in modo da non dover fare acquisti all'ultimo minuto (con il pancione o, peggio, con il neonato).
In commercio esistono i "trio" che sono i tre pezzi venduti insieme, della stessa marca. In giro si vedono spesso quelli dell'Inglesina e della Chicco. Poi c'è una scelta varia, che onestamente non ho vagliato perchè sapevo già quello che mi interessava. Io ho scelto il passeggino della Stokke (vedi qui) e mi sono trovata molto bene: ha le ruote grandi e molto stabili, che riescono ad affrontare ottimamente buche e sampietrini, il seggiolino si reclina in varie posizioni e si può montare sia nel verso della mamma che in avanti. Il passeggino (non la carrozzina) può fare le scale e - last but not least- la seduta del bambino è molto alta, il che offre vari vantaggi, tra i quali:
- la schiena della mamma non si affatica,
- il bambino guarda più da vicino la mamma,
- il passeggino può fungere anche da seggiolone, se ci si trova fuori casa.
Questo passeggino è abbastanza ingombrante, anche se è smontabile, pertanto bisogna verificare che bagagliaio della macchina ed eventuale ascensore di casa siano sufficientemente spaziosi. In ogni caso le ruote si tolgono con un click (e con una mano sola). Il costo? Sui 600 euro per il passeggino da solo, ma con qualche accessorio e la navicella della carrozzina si arriva a 1000 (1500 circa con tutti gli accessori). Se lo doveste acquistare, vi consiglio, se abitate da Roma in giù, di non prendere il sacco a pelo pesante della carrozzina (troppo pesante anche per l'inverno), nè la borsa viaggio (troppo ingombrante).

Il corso preparto

In gravidanza consiglio di seguire un corso preparto. Primo perchè si imparano cose interessanti e possibilmente utili per il parto ed i mesi seguenti, secondo perchè si conoscono altre neomamme che poi sarà possibile frequentare dopo la nascita del proprio figlio (o figlia) e terzo perchè - se si sceglie di farlo presso la struttura in cui si intende partorire- si riesce a familiarizzare con le persone e l'ambiente che ci 'ospiterà' nei delicati giorni del parto. Qui potete scaricare il programma del corso preparto del Fatebenetfratelli di Roma. I costi riportati nel documento sono più o meno simili a quelli che si pagano per corsi dello stesso tipo presso altri Ospedali, almeno a Roma.
Quando farlo? Io ho iniziato verso i 5 mesi, ma ho trovato donne che erano molto più avanti di me. Farlo troppo presto può significare dimenticare le cose apprese nel corso del resto della gravidanza, farlo troppo in là nei tempi invece può essere faticoso (e si puo' rischiare di non finirlo). Credo che frequentare il corso durante il 6°-7° mese sia la cosa migliore.

giovedì 29 gennaio 2009

L'abbigliamento premaman

A Roma (ma credo anche nelle altre città):

- Pret-a-maman: Via di Ripetta: linea molto carina, di Nicol Caramel, vestiti di lycra, linea elegante e raffinata, utilizzabili anche dopo il parto (io ho preso qui il vestito per il mio matrimonio!). Ha anche costumi da bagno (non sportivi).

- Faire dodo: Linea giovane. A Roma ha vatri punti vendita (vedi qui)

- La Cicogna: Via Frattina. Ha un corner premaman con una bella linea di abbigliamento. Jeans premaman con fascia in vita molto belli.

- Yamamay: ha in genere delle cose stretch utilizzabili con il pancione e delle cose premaman. Hanno anche costumi da bagno premaman.

- Zara: ha una sezione premaman

-Prénatal: ha chiaramente un reparto premaman, anche se la qualità a me non è sembrata granchè ed i prezzi elevati.

Se andate negli Stati Uniti, Gap ha un reparto maternity molto fornito e a buon mercato.

mercoledì 28 gennaio 2009

Gravidanza e Sport

In gravidanza è meglio interrompere ogni pratica sportiva fino a che non si sia sentito il proprio ginecologo. In genere è consigliato il nuoto per gestanti. L'acqua infatti alleggerisce il peso della pancia e - inoltre- si può fare amicizia con altre future mamme, cosa che risulta preziosa dopo il parto, per condividere le esperienze e superare dubbi e momenti di difficoltà con l'aiuto di altre neomamme. A Roma sono svariati i centri in cui si può praticare il nuoto per gestanti. Chiaramente è consigliabile scegliere quello più vicino alla propria abitazione, per non dover guidare o stare a lungo sui mezzi pubblici quando poi si sarà avanti con la gestazione.
Ecco qualche indirizzo di piscine dove si pratica il nuoto gestanti a Roma:

Piscina Foro Italico
Piazza L. De Bosis, 3
Roma
tel: 06 3201498

Sporting Club Laurentina
tel 06 5919866
(istruttore: Alberto)

Il melograno
Via Saturnia 4A
00183 Roma
Tel 06/70475606
Fax 06/77207045
Segreteria
lunedì, mercoledì, venerdì
10,00-13,00
lunedì, martedì
16,00-20,00

Ospedale: chi invitare



Il mio consiglio (soprattutto se farete un parto cesareo) è: nessuno! Tranne forse vostra madre, o qualcuno con cui avete la stessa confidenza.
Prima del parto si pensa che i giorni di ospedale siano come una sorta di vacanza-evento, a cui farà piacere che assistano o partecipino tante persone. Una volta partorito però, credetemi, non vorrete avere nessuno vicino, tranne il vostro partner. Si è stanche, sia dopo un parto naturale che dopo un cesareo, che per di più comporta un'anestesia. Dopo il parto cesareo si hanno cateteri, non ci si può alzare dal letto, si hanno dolori e molta stanchezza generale.
In entrambi i tipi di parto, quando il bambino dormirà, sarà importante cercare di riposare perchè il neonato si sveglia anche di notte per mangiare (sempre che si sia scelta una struttura con il rooming-in), per cui si potranno fare solo dei pisolini di massimo 1-2 ore consecutive per vari giorni. Per questo è importante risparmiare le forze e non mettersi a perdere tempo in ciance. Una cara amica che vi porta un tiralatte in ospedale vi sarà probabilmente gradita, non così la vicina di casa che vi porta un mazzo di fiori (che tra l'altro non andrebbero portati nelle stanze con neonati perchè il polline può dare irritazione) e vi dice che il bambino somiglia a voi o a vostro marito, è troppo grasso, troppo magro, vi inizia a parlare di come erano i suoi figli appena nati, ecc.
Per questo vi consiglio di non diffondere la data precisa del vostro parto, dite solo il mese (seguente a quello reale), che non volete fare sapere la data esatta per scaramanzia, ecc. Così una volta uscite dall'ospedale potrete - a vostro piacimento- far sapere a chi volete che avete partorito.
Anche ai parenti più stretti dite che il giorno del parto potranno venire ma che la visita dovrà essere limitata a una mezz'ora al massimo.
E nel momento del bisogno dovrà essere il vostro partner, da vero alleato, a spiegare ai presenti, a chi telefona o si presenta senza avvertire in ospedale che siete veramente stanche e che è meglio rimandare la visita a quando sarete tornate a casa.
Personalmente io non me la sono sentita di avere ospiti neanche a casa per varie settimane dopo il parto.

martedì 27 gennaio 2009

Siti e libri di riferimento

Io ho trovato interessanti questi libri:

- What to expect when you're expecting (molto famoso negli USA, in inglese, con tante informazioni)
- Un dono per tutta la vita. Guida all'allattamento materno. Carlos Gonzales
- Io mi svezzo da solo, dialoghi sullo svezzamento, di Lucio Piermarini.

E in rete, questi siti:

- Babycenter.com (ci si iscrive ed ogni settimana arriva un'email che spiega a che punto è la gravidanza e il bambino con utili suggerimenti, foto, video, commenti di altre mamme, ecc)
- Whattoexpect.com

Acquisti online:

- I piccolissimi, articoli naturali per bambini ed adulti
- The baby catalogue (dagli UK)
- Baby earth (dagli USA)

domenica 25 gennaio 2009

Le coliche


Giacomo non ha avuto le coliche, ma solo un periodo di un paio di settimane nel primo mese in cui la sera piangeva per una mezz'ora prima di addormentarsi. Non so se sono state vere e proprie "coliche", credo di no, perchè a quanto so le coliche si manifestano in pianti a dirotto per varie ore, in genere di sera, il bambino diventa rosso e tira su le gambine piegate, verso il petto.
Il pediatra ci disse che forse aveva aria nella pancia e che questo poteva dargli dei fastidi e gli prescrisse il Mylicon. Invece del Mylicon, che è un farmaco, ho scelto di dargli uno sciroppo di erbe, l'Actenacol, consigliatomi dalla puericultrice e confermatomi da un altro pediatra (ogni pediatra ha il suo orientamento). Non so se sia stata una coincidenza, ma dopo qualche giorno i pianti sono finiti. Ho dato lo sciroppo a Giacomo fino al terzo mese. Non ha più avuto disturbi.

Di seguito i vari rimedi che ho trovato si possono usare contro le coliche:

1) Actenacol sciroppo
2 volte al giorno prima della poppata (poppata del pranzo e della sera), quantità a secondo del peso (vedi foglietto illustrativo)

2) Mylicon
10 gocce prima della poppata 3 volte al giorno x 7 gg. Leggendo in rete ho visto comunque che questo non è un rimedio provato contro le coliche, cioè spesso non funziona (e infatti vedi sotto)

3) Cuprum Elle (omeopatico)
Mezza compressa in acqua prima della poppata 4 volte al giorno

4) Reuterin gocce (fermenti lattici)

Aggiornamento: Carlos Gonzales, nel suo libro "Un dono per tutta la vita. Guida all'allattamento materno" tratta anche delle coliche (pag 102) o "eccessivo pianto dell'infanzia" (il termine "coliche" è inesatto perchè la colica è una contrazione spasmodica di un viscere vuoto e dato che il lattante non è un è un viscere vuoto, il nome non è azzeccato, inoltre non è detto che il pianto sia provocato da dolori addominali derivanti da gas). Sintetizzando (ma il libro è bello, per cui vi consiglio di leggerlo) lui dice che nei paesi in cui i neonati passano molto tempo in braccio alla madre (per es. in Corea) a differenza che in occidente dove le madri vengono spinte a farli stare nella culla o carrozzina ["perchè altrimenti si abitua" mi diceva il mio primo pediatra] i neonati non presentano le coliche, intese come pianto serale che quindi - deduco da quanto scrive- sarebbero semplicemente l'espressione di un disagio del neonato, che può essere alleviato con l'affetto e la cura della mamma (prenderlo in braccio prima che inizi a piangere ed in pratica lasciargli passare molto tempo in braccio fin da quando nasce). Le coliche sono quindi nient'altro che l'espressione da parte del neonato di qualcosa che non va, che gli dà fastidio o male. Un pediatra statunitense, Taubman, dimostrò che con semplici istruzioni le coliche passavano in meno di due settimane:
1. Cercate di non lasciare mai piangere vostro figlio
2. Per scoprire perchè piange vostro figlio, prendete in considerazione le seguenti possibilità:
- il bambino ha fame e vuole mangiare
- il bambino vuole succhiare, anche se non ha fame
- il bambino vuole essere preso in braccio
- il bambino è annoiato e ha bisogno di stimoli
- il bambino è stanco e vuole dormire
3. Se continua a piangere per più di 5 minuti dopo una di queste risposte provatene un'altra
4. Decidete voi in quale ordine provare le precedenti opzioni
5. Non abbiate paura di nutrire troppo vostro figlio. Questo non può accadere
6. Non abbiate paura di crescere male vostro figlio. Neanche questo può accadere.

Gonzales ricorda poi che non esiste nessuna malattia mentale che sia causata da un eccesso di braccia, di amore, di carezze..

venerdì 23 gennaio 2009

La borsa per l'Ospedale


Meglio averla pronta dall'8° mese:

- Penna e taccuino
- Orologio con cronometro x contare le contrazioni (per parto naturale)
- IPod/Computer portatile/ libri (i primi giorni il bambino impiegava ore a poppare, e in quelle ore mi vedevo qualche film in DVD sul computer portatile o leggevo)
- Videocamera, macchina fotografica
- Olio massaggio, crema idratante
- Strumenti massaggio (palla da tennis, ..)
- Cuscino per allattamento (utile anche per sdraiarci il neonato)
- Caramelle o leccalecca senza zucchero (soprattutto per parto naturale)
- Dentifricio, spazzolino, colluttorio
- Pantofole non scivolose
- Spazzola, legaccio capelli
- Liquidi lenti o occhiali (nel caso si portino gli occhiali)
- Miele, fette biscottate (per il travaglio, nel parto naturale, consigliate dall'ostetrica)
- Cambio di abiti per il partner
- Mutande di Rete (2), assorbenti donna
- Camice da notte con apertura davanti (2)
- Calzini
- Asciugamano

Per il bambino:

- 4 completi per il neonato (body, maglietta e pantaloncini), copertina, asciugamanino, pannolini baby (se non forniti dal reparto), calzini, pigiamini.
- 4 Mutandine baby (se richiesto dall'Ospedale)

Post parto:

- Pancera (ma io l'ho usata 1 giorno solo)
- Reggiseno per allattamento (comodo quello in cotone bio che si acquista sul sito dei Piccolissimi perchè non ha ganci)
- Completo per uscire dall’Ospedale (largo, come se si fosse incinta di 5 mesi)
- Snacks (da mangiare tra i pasti dell’ospedale e durante l’allattamento di notte)
- Completo per il neonato, per uscire dall’Ospedale
- Navetta/Ovetto/Portenfant
- Tappi per le orecchie, mascherina per la luce (se si usano)

Io mi sono portata anche una piccola lampada da tavolo perchè la luce della camera era troppo forte e quando allattavo di notte volevo cercare di non svegliare mio marito che dormiva nel letto accanto al mio (e pensavo -ottimista- che potevo iniziare ad abituare mio figlio alla penombra notturna) e un cuscino allattamento morbido che mi è servito per non far cadere dal letto mio figlio durante la notte (avendo fatto il cesareo era difficile per me tirarlo su dalla culla i primi giorni, in piu' volevo tenerlo vicino) vedi disegno sotto:




mercoledì 21 gennaio 2009

Problemi in allattamento: la mastite


Dal momento che nei primi 3 mesi ho avuto diverse volte la mastite (oltre ad un ingorgo il 2° giorno dopo il parto) penso che prima di partorire sia utile sapere qualcosa su come affrontare questa eventualità, sperando che non vi capiti, in quanto è una cosa piuttosto fastidiosa. Ecco le informazioni che ho trovato in rete:

La mastite è l’infiammazione di una zona della mammella e si manifesta con una certa frequenza nelle donne che allattano, soprattutto durante le prime settimane dopo il parto. A volte alcuni batteri o funghi possono trasformare l’infiammazione in una vera e propria infezione. La causa più frequente della mastite è l’ostruzione di uno o più dotti galattofori (che sono piccoli tubicini che fanno defluire il latte fino al capezzolo); l’ostruzione determina la perdita di piccole quantità di latte intorno al tessuto mammario e di conseguenza una risposta infiammatoria del tessuto.
È evidente che la migliore misura per prevenire l’ostruzione e, dunque, la mastite consiste nel permettere un normale deflusso del latte con la suzione del bambino. È importante, quindi, sia allattare a richiesta, senza imporre orari rigidi, sia non dare limiti alla suzione del bambino, concedendogli il tempo necessario (che sarà diverso da bambino a bambino) per completare la poppata .
Imporre delle regole (“dieci minuti da una parte e 10 dall’altra”) può causare un ristagno di latte,in quanto non si permette il normale deflusso di latte che la suzione completa del bambino consente. È possibile, tuttavia, che un bambino stia attaccato a lungo al seno, ma la sua posizione e il suo attacco non siano corretti e che, di conseguenza, la suzione non sia adeguata. A volte, tuttavia, è il bambino che, pur essendo attaccato bene al seno della mamma, non riesce a far defluire bene il latte dalla mammella (ad esempio un bambino con una suzione debole, un prematuro). In questi casi sarà opportuno spremere manualmente il seno o ricorrere all’uso del tiralatte.
Indossare un reggiseno stretto è un altro fattore di rischio: la compressione può causare il blocco del deflusso di latte in un dotto con conseguente infiammazione. La mastite può anche derivare da una ragade al capezzolo (che è causata sempre da un non corretto attacco del bambino al seno): in questo caso la lesione favorisce la penetrazione dei germi che poi risalgono i dotti, provocandone in un punto l’infiammazione.
Il dotto ostruito:che fare? Un dotto ostruito provoca un dolore non intenso e un gonfiore localizzati in un punto ben preciso della mammella; non si accompagna né a febbre né a malessere generale. In presenza di questi sintomi bisogna aumentare la frequenza delle poppate dal lato affetto, massaggiando delicatamente la zona gonfia e dolente verso l’areola e applicando prima della poppata un panno caldo-umido: queste misure favoriscono
il deflusso del latte nel dotto bloccato.
Se non si avviano tempestivamente queste misure, si può arrivare a una vera e propria mastite con la comparsa di una tumefazione diffusamente rossa,
molto dolente, con febbre e malessere. Le misure terapeutiche saranno uguali a quelle del dotto bloccato: anche in questo caso è importante favorire le suzioni frequenti; il bambino, infatti , può bere senza problemi il latte anche in presenza di una mastite infettiva; in aggiunta, può essere utile per la madre l’assunzione di analgesici e, eventualmente, anche di antibiotici (il ciclo dovrà dura re non meno di 10-14 giorni), su prescrizione medica.
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In pratica se viene un ingorgo bisogna armarsi di pazienza e fare delle "pezzature" cioè mettere delle pezze imbevute di acqua calda sul seno ingorgato per una mezz'ora, cambiando le pezze quando si intiepidiscono e poi massaggiare il seno in modo deciso con movimenti circolari verso l'areola in modo da aiutare il deflusso del latte, quindi spremere il seno o manualmente o usare il tiralatte (consiglio di portarne uno in Ospedale, qualunque tipo di parto si intenda fare perchè può essere utile nei giorni immediatamente seguenti. Io ne ho usato uno manuale dell'Avent che ha funzionato bene).

Il tiralatte non va usato però se non serve, cioè al posto dell'allattamento (tirandosi il latte il giorno per dormire la notte e dando al bambino - o facendogli dare- il latte tirato con un biberon), perchè il bambino deve farsi i muscoli della mandibola e se ci si tira il latte e poi lo si dà con il biberon (o con la siringa o il cucchiaino) in pratica il bambino non migliora la muscolatura e così si può finire in una spirale che può portare alla fine dell'allattamento al seno.

L'allattamento


Il non avere latte, una volta partorito, è un evento di estrema rarità”, così c’era scritto sul cartoncino con i dati di mio figlio che mi hanno dato in clinica. Ed in effetti, se il bambino viene attaccato al seno entro brevissimo tempo dal parto (al massimo un’ora) e se si allatta “a richiesta” nei giorni seguenti (il che significa più o meno dalle 8 alle 12 volte al giorno e anche e soprattutto di notte), in terza giornata (per i cesarei in quarta) si ha la montata lattea.
La sostanza che esce dal seno all’inizio è il colostro, un liquido giallastro molto ricco di proteine e che contiene tutto quello che serve al neonato per vivere durante quei primi giorni. Non è necessario dare aggiunte di latte, o altri liquidi, anzi è sconsigliato perché il delicato sistema digestivo del neonato è fatto per ingerire, in quei giorni, solo il colostro (ecco perchè bisogna diffidare degli Ospedali con il "nido", dove le "aggiunte" sono di solito utilizzate).

Allattare, nonostante sia una cosa naturale, non è sempre facilissimo; i dotti galattofori si devono aprire e quando il bambino succhia in genere all’inizio è doloroso. Nel tempo diventa più facile e, nel giro di alcune settimane, anche piacevole. Se si allatta "a richiesta", cioè ogni volta che il bambino ha fame (e all’inizio non è facile capirlo, ma in genere come indicazione di massima si può dire che il pianto da fame è quello che non si placa con nulla), la quantità di latte prodotta dal seno materno si adatta perfettamente alla quantità necessaria dal bambino (che in seconda giornata-cioè due giorni dopo il giorno del parto- è 10 grammi al giorno, in terza, 20 grammi, in quarta 30, in quinta 40 e in sesta 50). Più il bambino ciuccia e più si stimolano le ghiandole mammarie e più aumenta il latte. Per aumentare la produzione si possono anche assumere tisane di fieno greco (in erboristeria, o la tisana della mamma Weleda). Occorre poi bere acqua, perché l’allattamento chiaramente fa perdere liquidi. Bere in base alla sete, perché troppa acqua puo’ inibire la prolattina che è l’ormone che fa produrre il latte.

Il corretto allattamento vuole che si svuoti prima un seno e poi l’altro. Quindi il bambino va tenuto su un seno finchè non si stacca, perché non c’è più latte, e poi spostato all’altro. Se il secondo viene svuotato poco, la volta successiva si inizierà da quello. E’ utile tenere un quadernetto in cui si annota quale seno ha allattato e in che ordine, insieme agli orari.

Durante le prime 6 settimane dopo il parto è sconsigliabile utilizzare ciucci o biberon per evitare che il bambino confonda il modo di succhiare, che nei due casi (ciucci e biberon da un lato e seno dall’altro) è completamente diverso. Si dice che i neonati allattati al seno in genere rifiutano il ciuccio, così non è stato per mio figlio Giacomo, che ama ciuccio e seno. Meglio non esagerare con il ciuccio (il ciuccio non come tappa bocca!) ma si è scoperto che l’uso notturno del ciuccio fa diminuire il rischio di SIDS (la sindrome da morte improvvisa dei neonati).

Durante l’allattamento è consigliato seguire una dieta particolare, evitando alcuni alimenti come bucce di pomodoro, fragole, pesche, albicocche (allergizzanti), crostacei, agrumi, spezie..però ci sono dei dottori che non considerano importante seguire questa dieta. La mia esperienza è che il pomodoro non ha per ora (siamo al 4° mese) dato effetti negativi, mentre il thé per esempio sì (il bambino non ha dormito tutto il giorno), così come gli agrumi (rigurgiti frequenti, ma potrebbe esere stata una coincidenza). Le fragole le ho evitate, così come i crostacei.

Se poi uno dei due genitori è un soggetto allergico, allora la mamma dovrà evitare, finchè allatta, di assumere latticini in modo da diminuire il rischio che il bambino diventi un soggetto allergico a sua volta. Il bambino dovrà poi parimenti evitare latticini nel primo anno di vita (fonte: Dr. Santoro, Casa di cura Santa Famiglia). La Santa Famiglia a Roma offre gratuitamente un corso sull'allattamento di un'ora e mezzo tenuto dal primario di neonatologia, Dottor Santoro.

Qui gli alimenti da evitare in allattamento
Qui la guida sull'allattamento dell'OMS
Qui le indicazioni su come usare il tiralatte
Qui le differenze tra il latte materno e quello vaccino (molto interessante, sull'importanza dell'allattamento al seno)
Qui cos'è e cosa bisogna fare in caso di mastite, che può capitare durante l'allattamento (leggere bene prima del parto perchè può venire anche nei primi giorni dopo il parto)

Se volete leggere un bel libro che fornisce molte informazioni utili sull'allattamento, vi consiglio il libro di Carlos Gonzales "Un dono per tutta la vita. Guida all'allattamento materno", io l'ho trovato illuminante.

L'unica cosa che può fare aumentare il latte è fare succhiare di più il bambino. La produzione di latte si adegua alla richiesta. Non ci sono alimenti, né bevande, né altro che possa farlo (unica cosa che è stato dimostrato possa aumentare un po' la produzione, oltre al bambino che succhia di più, è la birra, però attenzione perchè passa nel latte e il bambino può avere effetti collaterali gravi, come grave atonia e sonnolenza, per cui non vale la pena)

Per maggiori informazioni si può contattare La Leche League, la Lega del Latte, visitando il loro sito. Sono volontarie esperte di allattamento che aiutano a risolvere eventuali problemi e forniscono informazioni sull'allattamento.

Un'informazione curiosa che ho scoperto leggendo il libro di Carlos Gonzales (vedi menù accanto) è che si possono allattare anche i bambini adottati! Basta fare succhiare molto spesso il seno al bambino e questo stimola la produzione di latte. Incredibile..

Qui trovate un bell'articolo sull'allattamento, con dei video.

Qui i 10 passi per il successo dell'allattamento al seno (OMS)

martedì 20 gennaio 2009

Quello che serve a casa: i mobili per il bebé


Quello che dovrete avere sarà:
1. La culla e il lettino
2. Il fasciatoio
3. L'armadio dei vestiti

La culla e il lettino:
All'inizio il bambino può dormire nella carrozzina, che comunque si deve avere, per portare a spasso il neonato i primi mesi, ma già verso i 3-4 mesi ci potrebbe stare stretto (i bambini nascono tutti lunghi più o meno 50 cm e a 3 mesi sono lunghi 60-62 cm) pertanto si può prendere una culla (che sia lunga almeno 80 cm, internamente). Io ho scelto quella della Stokke, che è ovale, di legno e si trasforma in lettino e poi in letto. Ha le ruote e quando non si riesce più ad usare la carrozzina per portare il neonato di stanza in stanza per la casa, perchè il bambino è troppo lungo, diventa molto utile. La vendono molti negozi (vedere sul loro sito i rivenditori), ma va ordinata per cui occorre muoversi per tempo. Carino e utile, secondo me, il bastone reggitenda (+ tenda) che si può prendere come accessorio.

Il fasciatoio
La scelta è varia, si parte dai 27,5 euro (di quello dell'IKEA) in su. In genere ho notato che il costo medio si aggira intorno ai 250 euro per un fasciatoio con cassettiera, che sicuramente è utile in seguito per la stanza del bambino, anche se non ho trovato delle cassettiere di particolare pregio nè di legno massiccio. Dopo varie ricerche, ho scelto quello della Stokke di cui non ero molto convinta all'inizio perchè non ha i cassetti, ma dopo averlo utilizzato, insieme a tutti gli altri prodotti Stokke, sono giunta alla personale conclusione che è il loro prodotto migliore. Infatti il non avere i cassetti ha il vantaggio che si ha sempre sotto controllo quello che c'è nel fasciatoio (tutine di ricambio, asciugamani, pannolini, ecc), né si perde tempo nè ci si distrae dal bambino nell'aprire i cassetti. Inoltre è molto alto - il che è comodo per la schiena- ha il posto per i piedi della mamma, il bambino si mette dritto e non di traverso come sugli altri fasciatoi, cosa che trovo più comoda per il cambio e alla fine del suo utilizzo si può trasformare in scrivania per il bambino. Infine è di legno e non di truciolato come gli altri fasciatoi che avevo visto e dà un senso di durata (in caso si può sempre rivendere). Il costo: quasi 500 euro.

L'armadio
Anche qui io ho preso Stokke, ha una profondità di soli 30 cm, che si può raddoppiare acquistando il modulo libreria (che all'occorrenza si monta dietro al modulo armadio e appunto lo rende più profondo), sicuramente ce ne sono di migliori e più spaziosi e meno cari (stiamo sui 750 euro).


Quello che serve quando nasce un bambino


Meglio avere pronto tutto per la nascita, almeno un mese prima del parto, perchè poi, una volta arrivato il bambino, non ci sono più nè il tempo nè la forza di andare a fare grandi spese.
Questo è quello che è servito a me:
  • Culla (+ lenzuoli, coperte, paracolpi,..)
  • Passeggino-carrozzina
  • Ovetto (piu’ avanti)
  • Fasciatoio
  • Vaschetta per bagnetto (dall'Ikea a pochi euro vendono le meno ingombranti)
  • Pannolini (Pampers sensitive 2-5 kg sono i piu’ piccoli, dai 4 kg io ho usato quelli biodegradabili di mais Moltex o plastica bio)
  • Salviettine umidificate (usare quelle senza alcool e solo quando si esce, altrimenti cotone e acqua)
  • Garza per cordone ombelicale
  • Paracapezzoli (per eventualità di dolore passeggero in allattamento)
  • Reggiseno allattamento (2)
  • Camicia da notte allattamento (per l'Ospedale): aperta davanti
  • Crema per il corpo baby (non indispensabile)
  • Bagnoschiuma (suggerisco: bagno baby alla calendula Weleda) baby - anche se c'è chi consiglia di non usare detergenti sui neonati (vedi questo libro di un noto pediatra americano)
  • Forbicine con punte arrotondate (da Prenatal a pochi euro)
  • Spugna naturale
  • Asciugamano con cappuccio (2 o 3)
  • Termometro x bagnetto (da Prenatal a pochi euro)
  • Dischetti di cotone (per pulire il sederino, con acqua)
  • Alcol puro – per medicare cordone (o tintura madre di calendula, naturale)*
  • Soluzione fisiologica + siringa – per fare i lavaggi del nasino la mattina**
  • Olio per massaggio (olio baby alla calendula o olio Vata dell’Ayurveda Maharishi) per massaggiare e oliare la cute del bebé ogni giorno
  • Crema x il sederino (io uso quella protettiva della Weleda alla calendula, contiene zinco, ma il resto è naturale)
  • Garzette – per lavare gli occhi la mattina con la soluzione fisiologica
  • bilancia elettronica (a Roma la si può trovare in affito presso “Il Neonato” tel 06 86320950, la consegnano e ritirano a domicilio, per 3 mesi costa circa 60 Euro, quella che pesa i 10 grammi)***
  • Marsupio (io l'ho usato poco) o fascia portabebè (usata molto di più del marsupio)
  • Tiralatte (importante!)
  • Sacchetti x congelare il latte
  • Biberon (non dare mai il primo mese e prenderlo di vetro )
  • Lanolina (per proteggere i capezzoli: attenzione macchia i vestiti!)****
  • Contenitore pannolini sporchi (da Prenatal a circa 30 Euro) + sacchetti ad hoc, se non si usano quelli lavabili.
  • Ciucci (dopo la 6° settimana. Io ho trovato buoni quelli anatomici della Nuk in caucciù - si possono acquistare online qui o qui)
  • Sterilizzatore (ciucci e tettarelle vanno sterilizzati almeno fino al 6° mese)
Vestiti:
- 4 body manica corta
- 4 body manica lunga
- 4 ghette (sono pantaloni morbidi con il piedino ed elastico in vita)
- 6 pigiamini
- 4-6 bavaglini
- 1 cappellino
- felpe, maglioncini (attenzione, la misura 0-1 mese passa velocemente, prendetene 1-2 al massimo)
- 4 calzini
- 4 mutande di spugna (se le chiede l’Ospedale)
- copertina
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* Se si disinfetta il moncone del cordone ombelicale, ci metterà più tempo a cadere. E' consigliabile tenerlo semplicemente pulito.
** Io li facevo su consiglio della puericultrice, però in seguito ho letto che sono inutili e che solo in caso di raffreddore si possono fare cadere alcune gocce di soluzione fisiologica (o marina) nel naso del bambino, in modo che lui starnutisca e faccia uscire il muco.
*** Io l'ho usata per alcuni mesi, ma un è consigliabile farlo solo nelle prime settimane per evitare ossessioni sul peso del bebè (i bambini si autoregolano)
**** Si può benissimo evitare la lanolina (che tra l'altro alcuni studi dicono essere dannosa) perchè, in allattamento, dal seno esce naturalmente una sostanza che serve ad ammorbidirlo.

Scarica la lista in Word

Gravidanza: precauzioni alimentari


CARNE, POLLAME
Lavarsi le mani dopo averli maneggiati
Usare taglieri appositi e dopo lavarli con acqua calda e detersivo
Conservare le carni crude in frigo, separate dai cibi preparati

VERDURA-FRUTTA
Sbucciarla o lavarla con amuchina (20 ml in 1 lt acqua, 20 min)

VIETATI
Affettati, salumi, carne cruda, uova crude, formaggi molli, gelato (con uova), maionese, mousse al cioccolato, paté, carni (pre)cotte.

EVITARE
Cibi speziati

Io ho evitato anche caffè, tea e alcolici (nessuna quantità di alcol è sicura in gravidanza).

CHIARAMENTE EVITARE IL FUMO (molto nocivo al feto: guardare questo video)

Dove partorire


Consiglio di scegliere una struttura dove sia adottato il “rooming in”, cioè dove il neonato venga lasciato con la madre dalla nascita fino al ritorno a casa e dove il neonato venga dato alla madre entro UN'ORA dal parto, per evitare problemi di montata lattea.
Laddove invece c'è il “nido”, infatti, ai neonati vengono date aggiunte di latte, acqua e zucchero, ecc, per farli stare buoni se non è l’ora in cui devono essere riportati dalle rispettive madri, vengono svegliati quando stanno dormendo, se è il momento di fare alcune operazioni “in serie”, come cambiare i pannolini, o altro. Insomma il “nido” esercita una violenza precoce sui ritmi naturali del bambino, che andrebbe evitata, oltre a non permettere l’allattamento a richiesta appena nati cosa che porta in seguito al calo (e scomparsa) del latte dopo i 3-4 mesi (informazione che mi ha dato il primario di neonatologia della Santa Famiglia di Roma-dove ho partorito io-durante il corso sull'allattamento. Nota: la Santa Famiglia è l'unica struttura della Capitale cui è stato dato il bollino blu dell'Unicef per l'allattamento!). La gestione del nido è molto piu' semplice per gli Ospedali rispetto a quella del "rooming in", per questo il nido è molto più diffuso.
Per quello che riguarda la scelta del tipo di struttura, se clinica o Ospedale, l'Ospedale offre maggiori garanzie per la madre (per es. il Reparto Rianimazione o le scorte di sangue), per il bambino, a quanto so, se ci sono problemi gravi alla nascita, neanche gli Ospedali si assumono la responsabilità di tenerlo ed in genere lo inviano - per quanto riguarda Roma - al Bambin Gesù. La Clinica offre un servizio più personalizzato, chiaramente, stanza singola, ecc. (ma non hanno, a quanto so io, scorte di sangue, per esempio).
Un buon compromesso potrebbe essere quello di trovare un Ospedale che faccia il rooming-in e che abbia la possibilità della stanza singola (fondamentale se si desidera riuscire a riposare almeno qualche ora nei giorni dopo il parto, evitando i risvegli dovuti alle urla dei neonati vicini, le visite dei parenti della compagna di stanza, ecc.).
Se si desidera partorire in acqua, a Roma c'è una sola struttura attrezzata: la clinica Fabia Mater.

lunedì 19 gennaio 2009

Cosa fare quando si progetta una gravidanza


Per le mie amiche che progettano una gravidanza, in sintesi:

1) Iniziare subito ad assumere l'acido folico.
Va assunto 1 mese prima del concepimento e per 4 mesi dopo (io l'ho preso fino ai 7 mesi) contro la spina bifida nel nascituro. Una pasticca al giorno. Io ho usato il Fertifol che costa pochi euro in farmacia e lo passa anche il SSN. Ho letto poi che anche l'uomo potrebbe/dovrebbe assumerlo per migliorare la qualità dello sperma. Controllare comunque con il medico.

2) Fare una visita dal ginecologo che farà fare esami preconcezionali (anche all'uomo). Se non si è presa la rosolia, che è molto pericolosa se presa in gravidanza, si puo' fare il vaccino, ma poi bisogna aspettare 6 mesi prima di concepire.

3) Per velocizzare i tempi del concepimento si può usare "Persona" al contrario, ovvero avere rapporti nei giorni rossi.

4) Iniziare, se non lo si fa già, a mangiare sano, evitando o riducendo il più possibile alcol (nessuna quantità di alcol è sicura in gravidanza, per cui meglio non bere per niente alcolici) e fumo (tralascio le droghe, chiaramente da evitare).

5) Iniziare ad informarsi sulla struttura dove si intende partorire. Di solito si sceglie quella in cui lavora il proprio Ginecologo, però c'è chi sceglie di cambiare ginecologo in funzione della struttura dove vuole partorire.

6) Dire a meno persone possibile che si sta cercando di avere un figlio (per non aumentare il senso di aspettativa, proprio e negli altri che finirebbero per chiedere ogni tanto come va rendendo la cosa per voi seccante se l'attesa si prolungasse per del tempo)

7) Fare una vita sana, regolare, riposarsi, fare attività fisica sono cose che aiutano a stare meglio e quindi predispongono (almeno "energeticamente") ad una gravidanza.

8) Fare - se si intende partorire in clinica o usufruire dell'intramoenia negli ospedali- un'assicurazione medica privata che possa aiutare a sostenere le spese del parto (e poi del bambino, dopo che sarà nato). Il momento per assicurarsi è infatti PRIMA del concepimento (dopo, nessuna assicurazione Vi assicurerà più a meno che non rientriate nell'assicurazione di Vostro marito).

9) Se si hanno i capezzoli invertiti e si intende allattare conviene iniziare ad utilizzare apparecchi come "niplette", perchè poi, in gravidanza o dopo che il bambino sarà nato, potrebbero non essere egualmente efficaci.

Non sono un medico, pertanto verificate sempre con il vostro dottore tutte le informazioni che scriverò in questo Blog, che intendono essere solamente un mio "quaderno" degli appunti, ovvero consigli amichevoli e non di uno specialista, appunto.

Iniziamo



Giacomo ha compiuto 18 settimane lo scorso venerdì e ho pensato (anche sollecitata da alcune amiche) che forse potevo cercare di mettere per iscritto quello che su gravidanza e primi mesi del bambino, ho imparato finora, sperando che possa essere utile a qualcuno..
Diciotto settimane, perchè tengo ancora il conto in settimane? Perchè dopo le 18 settimane (almeno così ho letto) bambini possono, in teoria, iniziare l'assunzione di cibi solidi, cioè diversi dal latte, in quanto prima non hanno gli enzimi necessari per digerirli.
Anche se tutti i manuali consigliano di dare il latte fino al 6° mese e poi introdurre il cibo solido, è vero che alcuni pediatri fanno iniziare lo svezzamento un po' prima, con la frutta magari, così, presa dalla curiosità (lo ammetto) oggi ho dato per la prima volta a Giacomo un po' di banana a merenda, schiacciata, su un cucchiaino di plastica di Winnie the Pooh (è importante il personaggio Disney!!), beh, l'ha leccata e ingoiata al volo..altro che problemi nel passaggio, secondo me Giacomo non vede l'ora di farsi una bella pizza! :-) vedremo, per ora è stato solo un tentativo, aspetterò istruzioni dal pediatra..non appena ne trovo uno di cui mi fidi.